Stuppia: troppi contagiati, l’estate non sarà in discesa

Il genetista che dà la caccia alle nuove varianti: «Ma per ora sono poco infettive» Poi avverte: «Numeri ancora alti, l’effetto del caldo rischia di essere limitato»
PESCARA. «L’arrivo del caldo allenterà la morsa del virus, ma gli infetti sul territorio abruzzese sono ancora tanti. Se non facciamo attenzione, rischiamo una recrudescenza dei casi anche durante la bella stagione, come accaduto due anni fa». Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica Molecolare dell’università d’Annunzio, è in prima linea nella caccia alle varianti e tiene d’occhio la circolazione del virus in Abruzzo. L’aumento vertiginoso dei contagi sembra essersi arrestato, ma il pericolo Covid è ancora concreto. Sullo sfondo c’è il timore per i nuovi ceppi (Omicron 4 e Omicron 5), che al momento non hanno toccato l’Abruzzo. Poi, la quarta dose che fatica a ingranare tra i fragili e che Stuppia preferirebbe rimandare a fine estate, quando arriveranno i nuovi vaccini.
Professor Stuppia, i numeri del virus sembrano in discesa. Il Covid ci sta dando una tregua?
«Sono numeri relativamente in discesa. Le faccio un esempio: su Chieti abbiamo il 30% dei tamponi molecolari positivi. Possiamo dire che i numeri si sono stabilizzati nelle ultime settimane ed è finita la fase di aumento. Poi sappiamo quello che accade col caldo: il virus allenta la sua morsa ma sul territorio gli infetti sono ancora tanti».
Capitolo nuove varianti, ce n’è traccia in Abruzzo?
«No, in Abruzzo abbiamo trovato solo Omicron 2 finora. Ma d’altronde accade la stessa cosa anche nel resto d’Italia: queste nuove varianti sono ancora poco diffuse. Magari sono meno infettive, visto che non hanno preso il sopravvento e che parliamo ancora di pochi casi scovati».
Possiamo dire che Omicron 4 e Omicron 5 sono varianti anche meno pericolose?
«Diciamo che se si affermassero le nuove varianti, vorrebbe dire che sono diventate più infettive e dovremmo cominciare a preoccuparci. La sintomatologia e l’aggressività, poi, dipendono anche da quanto reggerà ancora la protezione dei vaccini. Sull’infezione, però, sappiamo che non regge visto che anche i vaccinati per tre volte si infettano. Sui sintomi, invece, i vaccini stanno reggendo. Bisogna vedere quanto reggeranno ancora prima dell’arrivo dell’autunno, quando dovremmo avere i nuovi vaccini adattati alle varianti».
L’Abruzzo, come molte altre regioni, è ancora piuttosto indietro con le quarte dosi ai fragili.
«C’è molto dibattito sulla quarta dose. Stiamo insistendo nel somministrare un vaccino che nei fatti non è più un’arma efficiente. Bisogna vedere se ci stiamo davvero giocando una somministrazione di qualcosa che in autunno potrebbe non essere più efficiente. Io lascerei tutto com’è per arrivare a una seria campagna autunnale dove tutti dovremo fare la quarta dose con sieri aggiornati. Così facendo potremmo passare indenni l’autunno. Ma più che insistere con campagne vaccinali di questo tipo, io farei un giro di vite sulle mascherine e sulle regole negli ambienti chiusi. Credo che in autunno sarà inevitabile».
Lei che estate si aspetta?
«L’estate secondo me sarà come gli altri anni perché il caldo al virus fa malissimo. Anche se, questa volta, partiamo da un numero di contagi, a metà maggio, molto più elevato e per questo il virus potrebbe circolare di più anche in estate. Tra l’altro ricordo che nel 2020, subito dopo Ferragosto, ci fu un’impennata di casi indipendentemente dalle temperature. Il virus ci ha messo un attimo a risalire, spinto dai rientri dalle vacanze. Per quest’estate bisognerà vedere quanto sarà rapida la discesa dei contagi. Ma vorrei far notare che abbiamo ancora circa cento morti al giorno in Italia. Non può essere un numero trascurabile».
I vaccini aggiornati contro le varianti sono l’arma chiave per affrontare l’autunno?
«Sì, lo sono. Il punto è che i vaccini agiscono su due livelli: non far infettare l’individuo e non farlo ammalare. Se non facciamo infettare le persone, blocchiamo il virus. Ma ora siamo in una fase in cui anche i vaccinati si infettano. Non hanno grandi sintomi ma il virus circola tra di loro. Invece abbiamo bisogno di vaccini che blocchino l’infezione».
Quali errori non bisogna commettere per evitare di cadere in una nuova ondata?
«Col virus bisogna comportarsi come con il cambio di vestiti nelle diverse stagioni dell’anno: appesantirsi in inverno e alleggerirsi d’estate. Ma il virus non è morto e bisognare sempre fare attenzione ai comportamenti negli spazi chiusi e non fidarsi dei tamponi “fai da te”. E poi non confondiamo la non obbligatorietà della mascherina con un divieto. Anche l’estate finisce e a ottobre non possiamo più indossare abiti leggeri». (d.b.)

