«Sulla riviera 30 secondi di paura Gli spari, poi ci siamo nascosti»

25 Agosto 2024

Sei colpi esplosi tra la folla davanti a un locale, i testimoni: cercavamo riparo, alcuni piangevano Il presunto autore fermato grazie alle telecamere: è ancora in stato di fermo, domani la convalida

PESCARA. Il giorno dopo, a freddo, la paura tra chi ha vissuto quei momenti di follia è forse ancora più forte. Solo il caso ha voluto che i sei colpi, che sarebbero stati esplosi dalla pistola del 28enne Jhonny Di Pietrantonio, non abbiano ferito gravemente nessuno o causato una tragedia.
Attorno alle 2 della notte di venerdì scorso, infatti, davanti al noto stabilimento balneare della riviera nord, quando è avvenuto l’episodio, c’erano ancora tantissimi giovani. Il 28enne sarebbe arrivato con uno scooter e avrebbe puntato l’arma verso l’addetto alla sicurezza, che stava lavorando all’ingresso del locale (e gli avrebbe negato di entrare qualche minuto prima). Sul marciapiede in tanti si sono accorti di quello che stava per accadere: sono stati attimi di puro terrore, con gente che si nascondeva dietro le auto in sosta e che scappava.
Il buttafuori del locale, raccontano i testimoni, ha gestito invece la situazione di estremo pericolo con grande lucidità e senza creare ulteriore tensione. I proiettili sarebbero stato sparati verso di lui, ma non l’hanno colpito. Così come non hanno colpito, fortunatamente, nessuno dei presenti all’esterno dello stabilimento e a pochi metri dall’arma che li ha esplosi.
Una testimone di quegli attimi interminabili, Alessandra, ha raccontato: «Mi sono ritrovata in mezzo a una sparatoria sulla riviera di Pescara. Ero in bicicletta e ho sentito un primo colpo di pistola. Mi sono nascosta dietro una macchina perché non riuscivo a capire la traiettoria, terrorizzata che mi avrebbero colpito. Poi altri due colpi. Vedo un ragazzo scappare con una moto. Riparto con la bici e vedo una ragazza in una macchina piangere e urlare. Sono stati 30 secondi lunghissimi in cui dire che mi sono spaventata è stato poco. Pescara sta diventando una città in cui è davvero difficile vivere».
«Poteva essere una strage, siamo sconvolti», racconta Asia, che ha ascoltato il racconto di alcuni amici presenti nel locale venerdì notte.
Due dei sei proiettili hanno ferito lievemente due giovani, un 21enne e un 26enne, che erano all’interno del locale, a diversi metri di distanza dal punto in cui il presunto protagonista del folle gesto avrebbe premuto il grilletto. La conferma del grave pericolo che hanno corso tutti i presenti: i colpi avrebbero potuto ferire più persone, in modo anche grave, se non addirittura causare una tragedia.
Quando la polizia è arrivata sul posto con gli uomini della Mobile e della Volante, coordinati da Gianluca Di Frischia e Pierpaolo Varrasso, il 28enne era già fuggito via. È stato trovato e accompagnato in questura due ore dopo l’episodio e sottoposto a fermo con l’accusa di tentato omicidio. Determinanti per la rapidità delle ricerche e delle indagini le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale e delle numerose attività presenti nella zona, oltre che le testimonianze dei presenti.
Così i poliziotti sono riusciti in poco tempo ad arrivare al possibile protagonista del folle gesto, dando una risposta immediata all’ennesimo episodio di violenza avvenuto in città quest’estate.
La pistola che avrebbe esploso quei sei colpi non è stata trovata, al momento. Ma le forze dell’ordine vanno a caccia di ulteriori riscontri. Domani dovrebbe esserci l’udienza di convalida.
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