Superbonus, i cantieri da salvare sono 736: spunta una soluzione

14 Gennaio 2024

Si apre il dialogo con l’Ance nazionale, martedì è il giorno dell’incontro La proposta prevede un “Sal straordinario” che vale fino al 29 febbraio

PESCARA. In Abruzzo 736 condomini non sono arrivati al traguardo del Superbonus, per loro si riaccende una flebile speranza. Decisiva sarà la settimana che sta per cominciare. Dal 1° gennaio la misura è infatti scesa al 70 per cento per i condomini ed è terminata per le villette e le unifamiliari. Ma nel testo del decreto approvato a dicembre, da convertire in legge entro il 29 febbraio, l’esecutivo Meloni ha previsto una misura di salvaguardia per chi non ha terminato i lavori entro la scadenza prevista per la fine del 2023. Nella sostanza la norma prevede che l’agevolazione al 110 per cento spetti esclusivamente per le spese sostenute entro lo scorso anno anche nel caso in cui non sia stato raggiunto l’obiettivo del doppio salto di classe energetica. Ma non basta per tutti i cantieri rimasti nel limbo.
L’ITER PARLAMENTARE. Il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Finanze di Montecitorio, che martedì si occuperà delle prime audizioni e successivamente degli emendamenti. Il relatore, come si è scritto nei giorni scorsi, è il deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, che ha già avuto l’occasione di incontrare Federica Brancaccio, presidente nazionale dell’Ance, una delle sigle di categoria maggiormente interessata agli sviluppi del caso Superbonus. L’obiettivo dei costruttori, che viaggia di pari passo con gli scopi delle sigle che tutelano i committenti ed i lavoratori del settore, è certamente quello di portare a casa il miglior risultato per evitare il più possibile i contenziosi davanti al giudice civile tra imprese e famiglie contrapposte tra di loro. L’Ance sarà audita martedì prossimo in commissione. Nei giorni successivi ci sarà l’interlocuzione con il Mef per capire se, dal punto di vista economico, la soluzione che si sta facendo strada è sostenibile oppure no.
COME USCIRNE. La proposta, in parole semplici, consiste in un cosiddetto “Stato di avanzamenti lavori (Sal) straordinario”, con un nuovo termine ultimo fissato al 29 febbraio per dare la possibilità di completare i lavori a quelle imprese che hanno raggiunto a fine anno uno stata di avanzamento consistente degli stessi non inferiore al 70/80%. È evidente però che questa ulteriore misura di salvaguardia ha un peso rilevante sulle casse statali la cui copertura è per ora un rebus. Una soluzione potrebbe consistere nel ridurre ulteriormente dal 70 al 60% l’agevolazione a partire da marzo 2024, utilizzando la differenza del 10% per coprire i costi del Sal straordinario. Ma che accadrà se questo estremo tentativo di salvataggio non dovesse andare in porto? Chi deve ristrutturare casa potrà contare su altre misure che restano in vigore. Eccole di seguito.
L’ECOBONUS. Vale fino al 31 dicembre 2024. Condizione indispensabile per fruire dell’agevolazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, censiti o per i quali è stato chiesto l’accatastamento, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale, merce o patrimoniali. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, ma in alcuni casi spetta nella misura ridotta del 50%. Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sono previste regole e misure diverse.
Se si conseguono determinati indici di prestazione energetica, infatti, si può usufruire di detrazioni che arrivano anche al 70% o al 75%. Attenzione però ai tetti di spesa. L’Ecobonus comprende tutti quei lavori che hanno lo scopo di aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici.
Fra questi rientrano anche la sostituzione di pavimenti, finestre ed infissi, l’installazione di un impianto fotovoltaico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Fino al 2024 il bonus avrà percentuale fra il 50% e il 65%, in seguito passerà al 36% su un massimo di spesa di 48mila euro per unità immobiliare.
IL BONUS RISTRUTTURAZIONE. È stato prorogato fino al 2024 e offre la possibilità di ottenere una detrazione del 50% su tutte le spese sostenute per i lavori di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Il limite massimo di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare.
IL SISMABONUS ORDINARIO. Consente di portare in detrazione le spese sostenute per effettuare i lavori di riduzione del rischio sismico, migliorando la classe sismica dell’immobile oggetto dell’intervento. Il bonus si può richiedere fino al 31 dicembre 2024 e per le spese sostenute spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96mila euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo.
BARRIERE ARCHITETTONICHE. Per i lavori effettuati dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025, su edifici già esistenti, è prevista una detrazione Irpef, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo.
In alternativa è possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito. Il bonus è pari al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo variabile, da 30mila a 50mila euro, a seconda dell’edificio su cui sono eseguiti i lavori.
IL BONUS VERDE. Consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo.
IL BONUS MOBILI. È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.
Va calcolata su un importo massimo di 8.000 euro per l’anno 2023 e di 5.000 euro per il 2024, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo
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