Superbonus, nessuna proroga: per le imprese il futuro è grigio

Il no in Senato all’emendamento al Decreto Anticipi dà il via libera a crisi aziendali e contenziosi In Regione i cantieri ancora in corso sono 2.543, pari al 21%, e tra questi ci sono 841 condomini
PESCARA. Per il Superbonus non c’è più futuro. L'emendamento che chiedeva di consentire ai condomini con lavori completati per almeno il 60% di continuare ad usufruire della misura 110% o 90% fino a metà del prossimo anno è stato bocciato dal Senato durante l'esame del ddl di conversione del Decreto Anticipi approvato due giorni fa con 87 voti favorevoli, 46 contrari e nessuna astensione. In Abruzzo 2.543 cantiere ancora in corso restano a metà del guado. Di questi, 841 riguardano lavori da completare nei condomini.
IN SENATO.
L’epilogo era di fatto già stato scritto. L’aula di Palazzo Madama ha solo dovuto confermare il testo della Commissione Bilancio respingendo la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle, di prorogare fino al 30 giugno 2024 il Superbonus per i condomini con l’aliquota spettante al 31 dicembre 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2023 fossero effettuati lavori per almeno il 60% dell'intervento complessivo. Ricordiamo che l’aliquota spettante fino al 31 dicembre 2023 è quella del 110% o del 90%, a seconda della data in cui sono stati deliberati i lavori e sono stati presentati la Cilas o gli altri titoli abilitativi, necessari per la realizzazione delle opere, da parte dei condomini. Senza modifiche, l’aliquota del Superbonus-condomìni scenderà al 70% delle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024, anche per gli interventi che sono già in corso.
MISURA DI CONTENIMENTO.
Per far fronte alle spese generate dal Superbonus, con la legge di conversione del Decreto Anticipi, sono state comunque incrementate di 15 miliardi di euro, portandole a 18,2 miliardi di euro per il 2023, le risorse per l'attuazione della misura nella forma ridotta. Ma nel bilancio dello Stato dei prossimi anni, la cessione dei crediti edilizi peserà ancora per circa 23 miliardi di euro ogni anno, con strascichi finora quantificati in 135 miliardi.
L’ULTIMO ATTO.
Il provvedimento passa ora all'esame della Camera per il via libero definitivo previsto entro il 17 dicembre. Ma il test votato in Senato non subirà modifiche: così affermano fonti politiche di Fratelli d’Italia. Per le imprese ed i committenti si preannunciano quindi momenti grigi, se non neri, che la lasciano presagire una valanga di contenziosi per tutti quei cantieri ancora aperti.
APPELLO INUTILE.
In Italia i lavori avviati con il Superbonus nei condomini valgono complessivamente oltre 54 miliardi, ma resta ancora da terminare in media circa un quarto delle opere. È quanto risulta da un'elaborazione dell'Ance che fotografa la situazione ad ottobre e dà una prima misura del rischio di blocco che potrebbe concretizzarsi dopo il 31 dicembre, quando, senza la proroga, i condomini non potranno più beneficiare dell'incentivo al 110% o al 90%.
Secondo l'analisi fatta su dati Enea dall'Associazione dei costruttori, che fino all’ultimo secondo ha invocato la proroga, ci sono lavori da terminare per 13,4 miliardi, pari al 24,6% del totale degli investimenti con il Superbonus.
EFFETTI SULL’ABRUZZO.
Tra le regioni più virtuose, Trentino Alto-Adige (con il 17% dei lavori da terminare su un totale di investimenti complessivi per 1,6 miliardi), Basilicata e Emilia Romagna, dove la percentuale da terminare è inferiore al 20%.
Sempre secondo il report Enea, in Abruzzo resta da completare il 21% delle opere avviate pari a 2.543 cantieri (i condomini sono 841) su un totale di 12.114. La quota di lavori da terminare supera invece il 30% in Campania (maglia nera con il 34,1% dei 4,5 miliardi di investimenti totali), Liguria e Lazio. In Lombardia, che è la regione dove si registra la mole maggiore di investimenti con il Superbonus (oltre 11 miliardi), resta da completare ancora il 21,2% dei lavori. Ad essere coinvolti sono oltre 30mila condomini che hanno avviato lavori nel 2023, ma che difficilmente riusciranno a completarli entro la fine dell'anno.
UNA PICCOLA SPERANZA.
L'Ance aveva chiesto una proroga per i lavori in fase di ultimazione per scongiurare il rischio che, con il decalage che dal 2024 porterà l'incentivo al 70%, si profilasse un rallentamento dei lavori perché non tutti i condomini sono in grado di coprire le spese. Con ricadute per le imprese, che rischiano di fallire, e con un potenziale reale di contenziosi giudiziari. Uno scenario che si è materializzato dopo il voto in Senato. Ma per imprese e committenti resta accesa una piccola speranza: non siamo ancora al game over per la proroga del 110% visto che il tempo per la conversione in legge del Decreto Anticipi scadrà tra nove giorni, 17 dicembre.
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