Superbonus, scatta la proroga: detrazione sui lavori fino al 2023

30 Settembre 2021

Il governo approva la nuova scadenza per ottenere lo sconto sulle spese di intervento in casa

Il superbonus 110% sarà prorogato al 2023. La nuova scadenza è contenuta nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) approvata, ieri, dal Consiglio dei ministri e sarà inserita nella legge di Bilancio 2022. La proroga al prossimo anno dovrebbe riguardare in primis le case unifamiliari, per le quali la scadenza era stata precedentemente fissata al 30 giugno 2022. Gli edifici fino a 4 unità immobiliari con un unico proprietario che al 30 giugno di quest'anno hanno già realizzato più del 60% dei lavori, possono già usufruire del superbonus fino al 31 dicembre 2022, come anche i condomini.
LAVORI FINO AL 2023 Nell'introduzione alla nota di aggiornamento al Def si legge che "il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, tra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le Pmi e agli incentivi all'efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi. Si sarà, inoltre, in grado di attuare la riforma degli ammortizzatori sociali e un primo stadio della riforma fiscale. L'assegno unico universale per i figli verrà messo a regime". Il superbonus al 110% rappresenta uno dei principali pilastri della transizione ecologica.
MENO BUROCRAZIA L'iter burocratico per ottenere il Superbonus, la misura che permettere di usufruire delle detrazioni o di uno sconto immediato con la cessione del credito per gli interventi di ristrutturazione finalizzati a guadagnare classi energetiche, è stato semplificato. Ad agosto era già arrivato il via libera all’accordo per l’adozione del modulo per la Cila, la Comunicazione asseverata di inizio attività, con il quale si riducono drasticamente i passaggi per accedere al bonus: il nuovo modulo per la Cila-superbonus contiene solo le informazioni essenziali. Devono essere indicati gli estremi del permesso di costruire o del provvedimento che ha legittimato l’immobile, come la data di rilascio, ma per gli edifici costruiti prima del 1° settembre 1967 è sufficiente una dichiarazione. Non è più necessaria l’attestazione di stato legittimo, ma è sufficiente la dichiarazione del progettista di conformità dell’intervento da realizzare. I moduli si possono scaricare sul sito della Funzione Pubblica. I DOCUMENTI
NECESSARI Anche la documentazione progettuale da allegare si è notevolmente semplificata, anche perché le necessarie asseverazioni da parte del tecnico sono già trasmesse all’Enea. Il progetto da presentare consiste nella descrizione, in forma sintetica, dell'intervento da realizzare. Eventuali elaborati grafici saranno presentati soltanto se indispensabili a una più chiara e compiuta descrizione. Per gli interventi in edilizia libera, basterà una semplicissima descrizione dell’intervento nel modulo. Per facilitare la compilazione, è inclusa una tabella riepilogativa degli allegati al modulo, che illustra anche i casi in cui si rendono necessari.
COME FUNZIONA
Il superbonus consiste in una detrazione fiscale del 110% su alcuni interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico. Si può ottenere in caso di lavori di isolamento termico sugli involucri, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e interventi antisismici. In quest'ultimo caso, la detrazione già prevista dal sismabonus è stata elevata al 110%. Rientrano nel Superbonus anche le spese per lavori eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali, in particolare per l'efficientamento energetico, l'installazione di impianti solari fotovoltaici, infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici ed eliminazione delle barriere architettoniche.
I VANTAGGI
La detrazione è riconosciuta al 110%, da ripartire tra gli aventi diritto, in 5 quote annuali di pari importo e per le spese sostenute nel 2022 in 4 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In alternativa, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto in fattura praticato dai fornitori dei beni o servizi, o anche cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante. La cessione può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi, di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti), di istituti di credito e intermediari finanziari, che possono a loro volta cederlo.