Tentò d’investire un uomo Va in carcere dopo 7 anni

PESCARA. Prima lo ha pestato a sangue e preso a morsi al petto e poi ha tentato di investirlo con la propria auto. Non c’è riuscito solo perché la vittima, noto anche lui alle forze dell’ordine, si è...
PESCARA. Prima lo ha pestato a sangue e preso a morsi al petto e poi ha tentato di investirlo con la propria auto. Non c’è riuscito solo perché la vittima, noto anche lui alle forze dell’ordine, si è scansata in tempo. Per questo, a finire in carcere sette anni dopo questi fatti, è un rom di 48 anni di Pescara, Luciano Morelli noto come “bandone”: è stato condannato a otto anni e sette mesi di reclusione.
Venerdì i poliziotti della squadra Mobile, diretti da Gianluca Di Frischia, hanno eseguito l’ordine di cessazione della misura alternativa emesso dall’Ufficio di sorveglianza di Pescara e lo hanno accompagnato nella casa circondariale di Lanciano, dove ora dovrà espiare la pena.
Morelli era sottoposto ultimamente agli arresti domiciliari. Le accuse per le quali è stato condannato sono tentato omicidio, lesioni e simulazione di reato. Tentato omicidio per «aver compiuto», come è riportato nel provvedimento, «atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare il decesso di un uomo, investendolo volontariamente e colpendolo alla gamba destra con la parte anteriore della sua autovettura, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà e, segnatamente, poiché la vittima accortasi dell’arrivo ad alta velocità e dell’accelerazione dell’autovettura postasi frontalmente alla sua persona si scansava prontamente». Lesioni, invece, per aver colpito al volto la vittima sia prima che dopo il tentativo di investirla. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, l’avrebbe presa a pugni e ferita anche con morsi a petto. E ancora, fermato dopo l’aggressione dalle forze dell’ordine, aveva dichiarato di aver subìto una rapina da parte di sconosciuti. Cosa risultata non vera. Di qui anche la condanna per simulazione di reato. L’episodio si era verificato nella zona di San Donato.
E sempre la Mobile ha eseguito ieri un altro provvedimento nei confronti di un 29enne di Pescara, R.M.: deve espiare la pena di un anno, due mesi e 8 giorni ai domiciliari per evasione.

