Terza dose a tutte le fasce d’età Sì della Regione al nuovo piano

26 Ottobre 2021

L’assessore Verì: «Partiamo con gli over 60, poi in modo graduale toccherà ai più giovani»

PESCARA. È in arrivo la terza dose del vaccino anti-Covid per tutti e l’Abruzzo vuole farsi trovare pronto per la nuova campagna di massa. Anche questa volta la somministrazione coinvolgerà i cittadini in maniera graduale, ma non sarà più ospitata prevalentemente nei centri vaccinali diffusi capillarmente, bensì in farmacie e ambulatori medici: questi sono i capisaldi del nuovo Piano che sta predisponendo la Regione insieme alle Asl abruzzesi. Ieri si è tenuta una riunione cruciale tra l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, con il direttore Claudio D’Amario, la dirigente della farmaceutica Stefania Melena, il dirigente della prevenzione Franco Caracciolo e il referente per le vaccinazioni Maurizio Brucchi, insieme ai rappresentanti delle quattro Asl. Al termine, l’assessore Verì ha risposto alle domande del Centro sul nuovo Piano.
Assessore, nella somministrazione di massa della terza dose si procederà per fasce di età oppure di rischio come nella prima fase della campagna di vaccinazione? Se sì, quando si prevede di aprire alle fasce più giovani?
«Procederemo, come abbiamo sempre fatto, nel pieno rispetto di quelle che sono le indicazioni della Struttura Commissariale nazionale. In questa prima fase la vaccinazione (attualmente già in corso per i sanitari, gli ultra fragili e gli ospiti delle strutture per anziani) sarà aperta indistintamente a tutti gli over 60 che abbiano ricevuto la seconda dose da almeno 6 mesi. Successivamente, a seconda delle disposizioni statali, sarà aperta la possibilità di vaccinarsi alle altre fasce d’età. In ogni caso dobbiamo ricordare che la piattaforma per la vaccinazione degli over 70 è stata aperta ad aprile e a seguire sono state attivate le altre: questo significa che abbiamo davanti ancora alcune settimane per organizzare al meglio le somministrazioni».
Si tornerà a puntare sugli hub diffusi sul territorio - quindi riaprendo quelli chiusi - e su campagne locali, come i camper vaccinali o le iniziative con i Comuni, oppure in questa fase si punterà forte e soprattutto sulla somministrazione da parte dei medici di famiglia e dei farmacisti?
«Le Asl, come da indicazione della Struttura commissariale, hanno ridotto il numero degli hub vaccinali attivati nella prima fase della campagna vaccinale Covid, mantenendo oggi sul territorio uno o più presidi per accompagnare la transizione verso un coinvolgimento più ampio di medici di medicina generali e dei farmacisti, a cui si affiancheranno i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali. Naturalmente tutte le iniziative collaterali finora organizzate, dai camper alle strutture mobili dell’esercito, continueranno a rimanere in funzione con modalità che saranno volta per volta decise e comunicate».
Per le farmacie, in particolare: saranno recepiti – e se sì, quando - gli accordi nazionali sulla somministrazione della terza dose anti-Covid e del vaccino antiinfluenzale?
«Lo avevamo già ribadito in più occasioni: la rete delle farmacie territoriali, in una realtà come quella abruzzese, rappresenta un punto di forza imprescindibile per la sanità di prossimità. Quindi, non solo potranno effettuare la terza dose del vaccino anti-Covid, ma saranno pienamente operative anche per la campagna antinfluenzale. Proprio ieri abbiamo avuto un incontro con le organizzazioni di categoria dei farmacisti per definire i dettagli dell’accordo regionale, che sarà formalizzato nel giro di qualche giorno».
Saranno stanziate risorse economiche aggiuntive per la gestione degli hub e della campagna di vaccinazione da parte delle Asl? E per tutte le attività di supporto degli enti locali, a partire dai Comuni?
«Questa domanda mi dà l’opportunità di ringraziare ancora una volta le Asl per il lavoro svolto e per le risorse messe a disposizione della campagna vaccinale, con il prezioso contributo della Protezione civile e di tutte le associazioni di volontariato che hanno collaborato. In questo momento non sono previste risorse aggiuntive a disposizione delle Asl per la gestione degli hub vaccinali, ma nel caso le stesse aziende sanitarie dovessero ravvisarne l’opportunità, potranno chiedere il supporto dei sindaci e delle amministrazioni comunali, che si sono rivelati centrali in diversi momenti della campagna, soprattutto nelle primissime fasi. Questo sforzo interistituzionale ci ha permesso oggi di essere tra le prime 10 regioni italiane per numero di dosi somministrate in rapporto alla popolazione residente».
Sarà chiamato nuovo personale in servizio per garantire il pieno funzionamento degli hub e per accelerare la somministrazione alle persone allettate in casa e, contemporaneamente, garantire il pieno svolgimento dei servizi non Covid?
«La Struttura commissariale ha introdotto delle modifiche alle procedure di reclutamento del personale destinato alla vaccinazione. La Regione, così come previsto dalle nuove disposizioni, dovrà procedere nei prossimi giorni a una nuova ricognizione del fabbisogno di personale da dedicare alla vaccinazione, che poi sarà trasmessa alla stessa Struttura commissariale per il via libera. Possiamo dire che siamo a un punto di svolta tra le due fasi della campagna, anche perché di pari passo il personale ospedaliero che per mesi è stato impiegato sulle somministrazioni, oggi è tornato all’attività ordinaria».
Quale strategia intende intraprendere la Regione per convincere chi non si è vaccinato ad aderire finalmente alla campagna anti-Covid?
«Finora la risposta degli abruzzesi alla campagna vaccinale è stata soddisfacente, a dimostrazione di una piena consapevolezza da parte di tutti dell’importanza di proteggersi dal virus. È vero che c’è una piccola parte di popolazione ancora restìa, anche se il numero assoluto che compare nei dati generali è assolutamente sovrastimato, perché in quelle circa 200mila unità sono compresi i guariti da meno di 6 mesi, gli esenti e gli abruzzesi residenti all’estero, che in alcune aree del territorio rappresentano quote consistenti degli iscritti nei registri anagrafici comunali. Posto questo, continueremo la nostra campagna di sensibilizzazione puntando ancora una volta sui medici di assistenza primaria e sui farmacisti, che finora hanno svolto un ruolo fondamentale nell’informare correttamente i propri pazienti sull’efficacia della vaccinazione, rispondendo ai dubbi che qualcuno ancora ha».
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