Test di massa, trovati i soldi: via l’11 gennaio, sì di 100 medici

5 Gennaio 2021

Previste 5 sedi in città per i tamponi. I cittadini possono prenotare l’esame o mettersi in fila  

PESCARA. Tamponi di massa: a Pescara si comincia lunedì 11 gennaio. L'ufficializzazione della data è arrivata dal sindaco Carlo Masci e dal direttore generale della Asl Vincenzo Ciamponi. Il manager ieri mattina ha annunciato di aver sciolto il nodo della mancanza di copertura assicurativa lamentata dai medici di base. I fondi saranno anticipati dalla Asl e 100 medici hanno dato immediata adesione alla partecipazione allo screening.
Nei tre giorni precedenti, 8, 9 e 10 gennaio, la data di l'avvio del monitoraggio collettivo, i pescaresi potranno prenotare i test (che si svolgeranno di pomeriggio dalle 15 alle 19) sulla piattaforma comunale in fase di preparazione. Nei giorni successivi, chi vorrà fare il tampone dovrà solo mettersi in fila con carta d’identità e tessera sanitaria in mano.
Gli esami saranno eseguiti nelle 30 postazioni che la giunta Masci, in collaborazione con la Protezione civile, la Croce Rossa e altre associazioni, sta allestendo sul territorio comunale: 10 nel centro Fiere Danelli di via Tirino, a Fontanelle; 5 nell'ex stazioncina di Porta Nuova (dove si stanno svolgendo i test rapidi antigenici riservati ai familiari dei malati Covid); 5 banchetti saranno allocati sotto al tunnel dell'ex mercatino etnico; altrettanti al pattinodromo di via Maestri del Lavoro (in sostituzione dell'ex circoscrizione 5) e nella tensostruttura verde a forma di bolla di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni. Con sufficiente personale medico e infermieristico sarà possibile aprire una postazione anche nello spazio polifunzionale scolastico di San Silvestro. Annullati, per il momento, gli ambulatori dello stadio, inizialmente previsti. Oggi si terrà un sopralluogo della Asl nelle strutture che ospitano le postazioni per verificare e confermare l'idoneità degli spazi prescelti dalla task force amministrativa composta dagli assessori Eugenio Seccia e Patrizia Martelli, rispettivamente con delega alla Protezione civile e al Patrimonio. Tutte le novità sono emerse nel corso di un incontro, svoltosi alle 12,30 di ieri nella sala San Cetteo in Comune, tra il sindaco Masci e il manager Ciamponi. Presenti anche il vice sindaco Gianni Santilli, il neo direttore generale Pierluigi Carugno, il dirigente dell'ufficio Affari generali dell'azienda sanitaria Francesca Rancitelli e il comandante della polizia municipale Danilo Palestini.
L’assessore Seccia, che coordina il Coc (centro operativo comunale) ha anticipato che «i cittadini, seguendo l’ordine delle circoscrizioni elettorali, saranno dirottati nelle sedi più vicine al loro indirizzo di residenza, ciò per evitare alla popolazione disagi negli spostamenti». Le prenotazioni dei test sulla piattaforma che il Comune sta approntando, sono invece, importanti per «monitorare, e meglio gestire, i flussi di cittadini che si recheranno a fare i tamponi», ha spiegato l’amministratore. Ogni postazione dovrà essere dotata di un medico, un infermiere e un amministrativo. La carenza del personale per gli screening di massa e la sovrapposizione di eventi, il 2 gennaio l’avvio dei vaccini ai medici, il 7 gennaio la partenza prevista dei test antigenici nelle scuole superiori, hanno rallentato la macchina organizzativa. Appesantita, nelle ultime ore, dalla presa di posizione dei medici di famiglia che hanno chiesto a Regione e Asl garanzie sulle coperture assicurative per «fronteggiare eventuali conflitti con l’utenza» derivanti da probabili epistassi durante l’esplorazione nasale col bastoncino cotonato. «Problema risolto, la Asl erogherà i fondi, circa 10mila euro, per la copertura assicurativa» ha annunciato ieri mattina Ciamponi che ha ringraziato la dottoressa Rancitelli per aver «sbloccato l’iter burocratico a tempo di record». Si è trattato di integrare una postilla di “copertura Covid” ad una normale polizza assicurativa sanitaria a garanzia di altre e diversificate patologie. Servirebbero almeno 150 sanitari nelle postazioni, che operano su base volontaria, a fronte dei 20 che hanno dato la loro adesione. Ma dopo l’annuncio del manager, i primi 100 medici di base aderenti ai sindacati Smi, Snami e Fimmg hanno dato piena disponibilità a partecipare agli screening «previo ricevimento di comunicazioni ufficiali». Il sindaco Masci ha «ringraziato di cuore i medici che hanno raccolto il mio appello» . E, a chi ha fatto notare i ritardi e gli slittamenti delle date di avvio degli screening, il primo cittadino ha risposto che «no, non c’è stato alcun ritardo. Semplicemente, di concerto con la Asl, che ha dovuto impegnare tempo e risorse per organizzare le vaccinazioni, i test rapidi per i familiari dei pazienti Covid e i tamponi nelle scuole, stiamo lavorando per dare il migliore servizio alla collettività».