Traforo, slittano i lavori «Ora Salvini trovi i fondi»

7 Giugno 2023

Mancano 60 milioni, consegnato un dossier al ministro alle Infrastrutture

L’AQUILA. A dispetto delle piogge quotidiane, l’estate calda degli abruzzesi per ora è esplosa sull’autostrada. Per prendere due ore di sole sulla costa adriatica, chi viene dalle zone interne rischia di passare mezza giornata in macchina. E se in A14 si può ipotizzare che ci saranno meno file, visto lo stop di 100 giorni ai cantieri tra Pedaso e Vasto, in A24, con o senza cantieri, sono attese altre lunghe giornate da bollino giallo oppure rosso. Come si vede nella tabella a fianco. Il tutto sempre in attesa della partenza dei cantieri, decisamente più impattanti, per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, il mega-appalto annunciato per la fine dell’estate, ma che rischia di slittare ancora.
il dossier per salvini
È nelle mani del vicepremier Matteo Salvini la questione, non di poco conto, dei 60 milioni mancanti (120 quelli già stanziati) alla cifra complessiva di 180 ritenuta necessaria per far partire le gare. Se nello scorso aprile, all’esito del tavolo tecnico, il presidente della Regione Marco Marsilio ipotizzava l’avvio dell’iter entro l’estate, le ultime vicende pare abbiano raffreddato gli entusiasmi. Infatti, resta da risolvere il nodo delle risorse che in un primo momento si era pensato di reperire dall’altra struttura commissariale, quella per la messa in sicurezza sismica di A24 e A25 legati al Pnrr. Se è vero che c’è l’intesa tra i due commissari – Corrado Gisonni per l’acquifero e Marco Corsini per la sicurezza sismica – sembra da escludersi, tuttavia, un travaso di fondi dall’uno all’altro capitolo di spesa. Il tutto è nelle mani del governo, come conferma lo stesso Gisonni, il cui incarico scade formalmente il 30 giugno anche se la figura commissariale è stata prorogata fino al 2025. «È evidente», sottolinea Gisonni, «che non si possano mettere a bando lavori per i quali manca la totale copertura finanziaria. La struttura è pronta, ma siamo in attesa di risposte dal governo. Devono mettersi a posto un po’ di cose, E quando partiranno, le cantierizzazioni avranno un impatto sulla viabilità, anche se abbiamo varie ipotesi. In questo momento, sul traforo vigono restrizioni che derivano da decisioni della Procura della Repubblica di Teramo». Inevitabile, dunque, uno slittamento dei tempi per adeguare tutto il “sistema Gran Sasso”: acqua, ricerca (Infn) e mobilità (autostrada).
sdp al contrattacco
Intanto Strada dei Parchi, ex gestore di A24 e A25, replica ad Anas. «Le due gallerie del Traforo sono state aperte nel 1984, in direzione Teramo, e nel 1993, in direzione L’Aquila, contestualmente all’apertura degli adiacenti Laboratori di Fisica Nucleare. Al tempo Strada dei Parchi non esisteva. Entrambe le opere sono state progettate e realizzate da Anas e dalla stessa messe in esercizio dopo che la precedente concessionaria Sara spa era stata posta in liquidazione. SdP ha iniziato a gestire il Traforo e A24/A25 solo nel 2002, all’esito di una gara europea, curandone la gestione e manutenzione fino al luglio 2022, quando il Consiglio dei ministri ha disposto la revoca della concessione imponendo l’immediato subentro di Anas nelle funzioni di concessionario. Provvedimento ora rimesso dal Tar del Lazio al giudizio della Corte costituzionale per gli evidenti profili di incostituzionalità. Fin dalla costruzione di A24 sono state imposte limitazioni alla viabilità nella galleria del Gran Sasso in direzione L’Aquila proprio per la presenza dei Laboratori, il cui accesso impegna la corsia di marcia. Altre ulteriori e speciali restrizioni cautelative sono state aggiunte dopo l’avvio da parte della Procura di Teramo, nel 2018, delle indagini sui presunti rischi di inquinamento delle acque captate dal sistema acquedottistico del Gran Sasso. Va ricordato come in quei giorni l’allora concessionaria, SdP, si fosse trovata nella paradossale situazione di essere contemporaneamente accusata di non aver attuato gli interventi atti a prevenire i rischi di eventuali inquinamenti delle falde acquifere e, al tempo stesso, diffidata dal ministero (Mit) dal realizzare qualsiasi intervento di prevenzione essendo l’autostrada, come il Traforo, di esclusiva proprietà e dunque soggetto all’unica responsabilità dello Stato. Nel perdurare di tale contraddittoria situazione SdP e i suoi dirigenti sarebbero dunque rimasti esposti a un rischio penale, personale, concreto di reiterazione del reato di inquinamento se, lasciando il Traforo aperto, si fossero presentati ulteriori episodi di sospetto inquinamento delle falde. Di fronte all’imperativo di dover chiudere le due gallerie, compromettendo i collegamenti tra le due province abruzzesi e di fatto bloccando la viabilità Adriatico-Tirreno al centro del Paese, pur di scongiurare la temuta chiusura come invocato dai territori e dalle categorie produttive, in un vertice alla Procura di Teramo il 16 maggio 2019 tra i rappresentanti del governo, (Mit, Miur, ministero della Salute, Protezione civile), il presidente della Regione e i magistrati che indagavano sulla vicenda vennero individuate ulteriori misure di speciale attenzione e sicurezza atte a ridurre i rischi di incidenti in galleria e dunque di potenziali contaminazione delle falde. Quelle misure, previste dall’ordinanza del 20 maggio 2019, furono concertate tra tutti gli enti a vario titolo responsabili e costituiscono l’unico accorgimento che ha permesso al Traforo di rimanere aperto e in esercizio fino a oggi, in attesa della completa messa in sicurezza del sistema acquedottistico da realizzarsi a cura del commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, professore Corrado Gisonni, di concerto col commissario per la messa in sicurezza di A24 e A25, avvocato Marco Corsini. SdP, nei suoi 20 anni di gestione di A24 e A25, si è sempre dimostrata aperta e disponibile al confronto costruttivo con tutti gli enti e le parti coinvolte, impegnandosi a trovare soluzioni a ogni ostacolo nei limiti delle proprie competenze, per garantire sicurezza e mobilità ai propri utenti e per questo sempre trasparente nel comunicare per tempo problemi e criticità. Da circa un anno, per determinazione del precedente governo, SdP è stata esautorata da ogni competenza e funzione sulla gestione delle due autostrade e della viabilità nel traforo. Additare, come fatto dal gestore attuale, i provvedimenti sulla viabilità in vigore come responsabilità di SdP e causa di quanto accaduto col blocco del traffico sul traforo, risulta un falso storico e un puerile tentativo di scaricare le proprie responsabilità nel dover invece garantire il rispetto delle norme e il diritto alla mobilità».
«autostrada o tratturo?»
La Cgil, attraverso il segretario generale dell’Aquila Francesco Marrelli e Andrea Tucceri Cimini (Filt), critica la gestione di Anas. «Infrastruttura strategica o Tratturo magno? È bastato un ponte di fine maggio/inizio giugno a far emergere le problematiche irrisolte di A24 e A25. Il ritorno in mano pubblica non ha prodotto, a quasi un anno di distanza dalla revoca della concessione a SdP, nessun effetto concreto a favore dei cittadini utenti, lavoratrici e lavoratori. Lavori nessuno, limitazioni al tracciato tante. Prospettive incerte».
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