Trapianto di fegato a Roma con l’équipe di Medicina di Penne

28 Febbraio 2020

PENNE. Dopo nove mesi di attesa, un paziente dell’area vestina ha ottenuto un trapianto di fegato grazie alla donazione di un uomo deceduto in un incidente stradale.A seguire l’iter l’unità...

PENNE. Dopo nove mesi di attesa, un paziente dell’area vestina ha ottenuto un trapianto di fegato grazie alla donazione di un uomo deceduto in un incidente stradale.
A seguire l’iter l’unità operativa complessa di Medicina del San Massimo di Penne che, nonostante le gravi carenze d’organico, continua un proficuo lavoro di collaborazione con il Policlinico Gemelli di Roma per i pazienti che necessitano del trapianto di fegato.
Dopo esser stato studiato e preso in carico dai medici Dante Orlando e Guido Delle Monache della Medicina interna del day hospital Epatogastoenterologico del San Massimo e successivamente inviato all’attenzione dalla divisione di medicina del trapianto di fegato del Gemelli di Roma, il paziente dell’area vestina ha ottenuto finalmente il trapianto nella notte tra venerdì e sabato scorso.
A livello regionale, la Medicina dell’ospedale San Massimo offre tra l’altro un servizio di eccellenza per ciò che riguarda il trattamento con radiofrequenze delle neoplasie primitive e secondarie del fegato. L’attività si è arricchita ultimamente anche nel campo della diagnostica e nel trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. «Ringrazio ancora una volta tutti gli operatori del day hospital Epatologico del San Massimo», ha sottolineato Liliana Abbondio, presidentessa Aitf (Associazione italiana trapiantati di fegato).
«Nonostante le difficoltà che devono affrontare costantemente ogni giorno, riescono a ottenere risultati di tutto rispetto e degni di strutture nazionali di riconosciuta valenza. Il nostro auspicio», continua la presidentessa Aitf, «è che episodi del genere possano alimentare una sempre maggiore sensibilità alle donazioni. La speranza è che la nuova dirigenza aziendale della Asl, inoltre, sappia adeguatamente valorizzare le buone realtà esistenti, attraverso le quali si garantisce una dignitosa e meritata sopravvivenza di tutto il presidio ospedaliero del San Massimo. Valorizzare le eccellenze del presidio ospedaliero pennese è anche un modo per dare il giusto riconoscimento al personale medico e infermieristico che ogni giorno fa del suo meglio per assicurare cure e assistenza all’utenza del comprensorio vestino», conclude la presidente Aitf, Liliana Abbondio.
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