Trasferiti 1.700 profughi ucraini «Le famiglie resteranno unite» Protezione civile al lavoro per le partenze: ci sono alloggi disponibili in Puglia, Molise e Campania Il responsabile Casinghini: «Non cacciamo nessuno, ma dopo l’emergenza bisogna risparmiare»

12 Novembre 2022

PESCARA. Dopo i profughi ucraini di Lanciano, saranno trasferiti in altre regioni italiane anche gli sfollati, oltre 1.700, che vivono tra Pescara e provincia dal febbraio scorso, quando è scoppiata...

PESCARA. Dopo i profughi ucraini di Lanciano, saranno trasferiti in altre regioni italiane anche gli sfollati, oltre 1.700, che vivono tra Pescara e provincia dal febbraio scorso, quando è scoppiata la guerra tra Russia e Ucraina. Al momento non sono registrate partenze, ma il direttore generale dell’Agenzia di Protezione civile della Regione Abruzzo, Mauro Casinghini, conferma che «anche per il territorio pescarese è in corso la pianificazione dei trasferimenti» che avviene sulla base delle disposizioni governative, recepite dal dispositivo di ordinanza della Protezione civile 927 del 3 ottobre scorso: il documento impone, dal prossimo 20 novembre, la fine della prima accoglienza, quella di emergenza, con l’avvio degli spostamenti in strutture messe a disposizione dal terzo settore che costeranno la metà degli alberghi, con un notevole risparmio per lo Stato.
Attualmente la Protezione civile spende 65 euro per ogni profugo ospitato in hotel e strutture ricettive. Secondo il sito della Protezione civile regionale ad oggi, in Abruzzo risultano presenti 7.698 ucraini, di cui 242 ospiti nella rete Cas, 3.788 sistemati presso privati o strutture comunali, 3.668 in albergo. I minori sono 2.786 di cui 15 non accompagnati. Sono disponibili 30 posti nella rete Cas (Centri di accoglienza straordinaria).
A Pescara sono 1.718 gli ucraini censiti: 36 sono sistemati nei Cas, 1.395 extra Cas e 287 in strutture alberghiere. «Anche a Pescara faremo una analisi dei nuclei familiari insieme a Croce rossa e Unhcr», spiega Casinghini, «le famiglie resteranno unite, ovviamente, verso i luoghi di destinazione che non sappiamo ancora quali saranno per questo territorio, ma al momento abbiamo a disposizione alloggi in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Molise, Umbria e Campania» quest’ultima la destinazione dei profughi di Lanciano e Giulianova. Casinghini tiene a precisare che «non stiamo cacciando nessuno, stiamo solo trasformando la prima accoglienza di emergenza in una accoglienza diffusa nelle sedi che ci mette a disposizione il terzo settore con costi inferiori». Nell’ambito dell’accoglienza diffusa in Abruzzo «non ci sono più posti, avevamo una disponibilità di soli 150 posti a fronte di migliaia di arrivi». La pianificazione degli spostamenti degli ucraini avviene anche sulla base delle priorità degli albergatori: «Alcuni hanno necessità di chiudere le strutture a causa del caro bollette o per riduzione del personale e noi cerchiamo di rispondere in tempi brevi alle loro esigenze», spiega Casinghini, «è ovvio che il termine del 20 novembre non è perentorio, non è che da quel giorno chiuderemo gli alberghi».