Trovato il proprietario del mobile «Ma quei soldi non sono miei»
La cassettiera con i settemila euro recuperati dagli operatori di Attiva è di una ditta fallita Per un anno è rimasta nel garage di amici che l’hanno gettata. Neppure loro reclamano il tesoretto
PESCARA. Ha scatenato una vera e propria gara di onestà la storia dei settemila euro ritrovati dai due operatori dell’Attiva nel cassetto di un mobiletto abbandonato tra la spazzatura di via del Tiro a segno. Un’onestà che però contribuisce ad alimentare il mistero sulla provenienza e la proprietà del denaro. Perché dopo i due operai che hanno denunciato il ritrovamento della somma, interpellati dalla polizia hanno detto di non sapere niente di quei soldi anche chi ha buttato quel mobile e il proprietario originario del comodino.
Ma allora di chi sono quei 6.980 euro che, stando così le cose, tra un anno andranno nelle tasche di chi li ha trovati, vale a dire i due operatori dell’Attiva? il Centro ha provato a ricostruire la storia, grazie all’aiuto di chi ha chiamato l’Attiva per disfarsi di quel vecchio comodino, ignorando ovviamente che cosa custodisse in uno dei cassetti. È la signora Annarita, che il cognome preferisce non darlo, a raccontare la vicenda che in fin dei conti per lei e suo marito, che aveva chiamato l’Attiva, oggi ha il sapore della beffa: «Quel mobiletto non era il nostro, ma di un amico di mio marito che aveva una ditta di impianti fotovoltaici andata fallita. Circa un anno e mezzo fa ci chiese la cortesia di lasciare provvisoriamente l’attrezzatura dell’ufficio nel nostro magazzino, senza nessun impegno. Nel frattempo però, dato che era piovuto e la stanza si era allagata, avevamo cercato di rintracciarlo per dirgli di svuotare la stanza, ma visto che non si è fatto vivo abbiamo deciso di chiamare l’Attiva. Il 30 luglio a sera abbiamo svuotato tutto», riferisce la signora, «oltre al comodino, anche un tavolo e una poltrona e del materiale pubblicitario. Per la verità c’era un’altra cassettiera ma se l’è presa un nostro amico, preferendola all’altra, quella con i soldi dentro, perché non aveva una rotella. Giovedì sera, nel lasciare queste cose vicino al cassonetto abbiamo controllato, sì, ma non abbiamo visto niente. La mattina dopo però ci hanno chiamato dalla questura dicendo che erano stati trovati dei documenti in quel cassetto. Abbiamo riferito che non era il nostro, dando il nominativo del reale proprietario e poi, solo dopo, su Internet, abbiamo scoperto che lì dentro erano stati trovati quasi settemila euro. A quel punto abbiamo chiamato anche il proprietario, ma pure lui ci ha detto che non erano soldi suoi, e che non li avrebbe presi comunque. A questo punto», conclude la signora Annarita, «davvero non so chi possa aver potuto dimenticarsi settemila euro nel cassetto». Qualche rimpianto? «Be’, un po’ sì, alla fine, sapendo che non c’è un proprietario, li avrei presi, un po’ di rammarico c’è. Ma alla fine se andranno agli operatori dell’Attiva sarà la cosa migliore, perché sono stati bravissimi». (s.d.l.)
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