Pescara

Truffe, l’allarme è su WhatsApp: «Non date mai codici e soldi»

24 Settembre 2026

Le nuove frodi sul cellulare. Messaggi da contatti conosciuti, falsi concorsi e telefonate con numeri di banche e forze dell’ordine: così i malviventi prendono il controllo degli account e tentano di svuotare i conti. L’appello del Codacons. Ecco cosa fare

PESCARA. Nessuna indagine sulla tua filiale. Nessun concorso a cui partecipare. Se arriva un messaggio che invita a votare attraverso un link e chiede di inserire un codice ricevuto via Sms, fermati: è una truffa. L’allarme arriva da diversi istituti di credito, che stanno avvisando i propri clienti di una nuova frode che sfrutta anche i contatti già presenti in rubrica. Il messaggio, infatti, può arrivare proprio da una persona conosciuta, rendendo il raggiro ancora più credibile. L’obiettivo è prendere il controllo dell’account WhatsApp e, una volta entrati, contattare amici e familiari per chiedere loro denaro. A confermare la gravità del fenomeno sono anche le segnalazioni che arrivano alla polizia postale e l’attività del Codacons Abruzzo, che assiste le vittime anche sul piano legale. La raccomandazione delle banche è chiara: «Se ricevi un messaggio, anche da parte di un contatto noto, che ti invita a votare per un concorso tramite un link e richiede di inserire un codice ricevuto tramite Sms, è un tentativo di truffa. Qualcuno vuole ottenere il controllo del tuo account WhatsApp per richiedere denaro ai tuoi contatti». E se un conoscente chiede un pagamento urgente, l’invito è a fermarsi e verificare direttamente la richiesta.

IL MESSAGGIO TRUFFA La truffa parte da WhatsApp e sfrutta la fiducia. Un contatto noto invia un link e chiede di inserire un codice arrivato tramite Sms. Basta seguire quelle indicazioni perché i malviventi possano impossessarsi dell’account e iniziare a scrivere agli altri contatti, chiedendo soldi. Ma non c’è solo WhatsApp. Un’altra frode, segnalata sempre dagli istituti di credito, passa dalle telefonate. I truffatori riescono a far comparire sul display numeri riconducibili alle forze dell’ordine o ad altre autorità, così da rendere la chiamata apparentemente autentica. Invitano persino la vittima a verificare il numero con una ricerca su internet. Poi arriva la storia dell’indagine: durante la telefonata viene riferito che sarebbe in corso un procedimento sulla filiale bancaria della vittima. Con il pretesto di proteggere i risparmi o di aiutare gli investigatori, viene chiesto di effettuare con urgenza un bonifico verso un conto sconosciuto e di non informare gli operatori Unicredit, sostenendo che si tratti di un’operazione riservata.

L’APPELLO Numeri di banche, forze dell’ordine e altri enti che compaiono sul display. Dall’altra parte della cornetta, però, non c’è chi sembra esserci, ma un truffatore. È la nuova frontiera delle frodi telefoniche, sempre più sofisticate e difficili da riconoscere. A lanciare l’allarme è Vittorio Ruggieri, presidente del Codacons Abruzzo: «Da diversi anni assistiamo a una truffa sempre più diffusa: la clonazione dei numeri di telefono». «I malintenzionati riescono a far apparire sul display il numero della nostra banca o persino delle forze dell’ordine», spiega Ruggieri. Una tecnica che rende il raggiro particolarmente credibile e può spingere la vittima ad abbassare la guardia. «Nonostante i numerosi ricorsi presentati, queste frodi si fanno ogni giorno più insidiose. Oggi la tecnologia offre strumenti devastanti e noi cittadini ci ritroviamo senza alcuna reale protezione, né da parte delle compagnie telefoniche né dagli istituti di credito. È un vero disastro». Nel mirino finiscono soprattutto i cittadini che ricevono telefonate apparentemente ufficiali e vengono invitati a compiere operazioni urgenti per mettere al sicuro i propri risparmi. Ruggieri richiama l’attenzione anche sulle nuove regole: «Il 31 ottobre entrerà in vigore una direttiva molto severa per l’adeguamento delle reti telefoniche, che impone requisiti rigidi che al momento nessuno sta rispettando. Ad oggi, sono tutti fuori legge». Di fronte a telefonate sospette, però, la regola resta una sola. «L’unica vera difesa è non dare mai seguito a nessuna richiesta ricevuta per telefono». E conclude con un invito: «Qualsiasi ordine, richiesta di denaro, trasferimento o invio di codici arrivi via telefonata deve essere immediatamente bloccato».