Truffe on line, scatta l’allarme: conto svuotato a 4 risparmiatori

Contattati da finti addetti di Poste e banche, si sono rivolti all’Adiconsum: anche i giovani tra le vittime Il trucco è sempre quello di chiedere le credenziali con una scusa. E qualcuno si spaccia per poliziotto
PESCARA. Conti correnti svuotati, pagamenti addebitati ma mai disposti, conversazioni telefoniche con finti addetti e anche finti poliziotti. L’associazione Adiconsum, rappresentata da Alberto Corraro, lancia l’allarme sulle truffe a danno dei correntisti dopo aver ricevuto le segnalazioni di alcune vittime che chiedevano lumi su come muoversi, come tutelarsi, e che sono state invitate a sporgere denuncia/querela alla polizia postale. Vicende assurde, ricostruite da Corraro, tanto più che «le vittime sono giovani, in grado di difendersi da queste insidie»: episodi che fanno emergere quanto sia alto il pericolo di finire nelle mani di persone spregiudicate e abilissime che si avvalgono della collaborazione delle vittime stesse, ignare di tutto.
Un uomo di Montesilvano ha avuto la sola colpa di chiedere a Poste italiane una nuova password, perché aveva problemi di accesso alla app BancoPosta, e da lì si è scatenato tutto. Un presunto impiegato delle Poste lo ha contattato telefonicamente, annunciando un aggiornamento della app, e si è fatto comunicare prima le credenziali della carta e poi il codice contenuto in un sms inviato al correntista, concludendo la conversazione dicendo di disinstallare la app e di attendere 24 ore prima di installarla di nuovo. È stato sufficiente accedere al conto da un altro cellulare per scoprire che dal conto erano spariti quasi 9.600 euro tra ricariche di carte prepagate e un postagiro. Il malcapitato ha potuto solo bloccare la carta.
Esperienza drammatica anche per il cliente di una banca pescarese: attraverso un messaggio ricevuto sul telefono è venuto a conoscenza di un accesso abusivo al suo conto. E la truffa è partita proprio da lì perché l’uomo ha aperto il link ricevuto (dai truffatori) e composto il numero di telefono dell’assistenza (riconducibile sempre ai truffatori): ha parlato con un tale Federico, presunto addetto della banca, che lo ha avvisato di un tentativo di accesso al conto corrente on line e gli ha comunicato il blocco del conto. La vittima si è allarmata quando gli è stato annunciato, sempre da Federico, che era stato disposto dal suo conto un bonifico europeo di quasi diecimila euro e quindi non ci ha pensato due volte a leggere e comunicare il codice ricevuto sul cellulare. Quel Federico che fingeva di essere impegnato a risolvere tutto gli ha anche passato al telefono un altro uomo, che si è presentato come un addetto della Polpost e lo ha assicurato che avrebbe provveduto a denunciare l’accaduto. La vittima ha seguito le indicazioni ricevute (di non effettuare più accessi al conto fino a nuova disposizione). Poi, però, in banca, ha scoperto che quel bonifico da quasi diecimila euro era andato a buon fine.
L’allarme è partito da alcuni sms per l’intestataria di un conto in una banca on line. Dai messaggi ricevuti sul telefonino ha saputo di accessi anomali al suo conto e dell’attivazione di un token dopodiché è stata informata, sempre tramite sms, di un accredito da 3.900 euro sulla carta prepagata e di una serie di addebiti, che si sono susseguiti a raffica, per un totale di quasi 3.400 euro. L’unica cosa che ha potuto fare la donna, non avendo eseguito queste operazioni, è stata bloccare la carta.
Ha chiesto un supporto all’Adiconsum anche una donna che si è accorta all’improvviso di un ammanco di settemila euro dal suo conto. È cominciato tutto quando ha provato a ritirare dei contanti all’Atm delle Poste e ha scoperto che il saldo era di pochissimi centesimi: tutto svuotato all’improvviso. Andando a fondo ha saputo di un postagiro da 7.000 euro per l’affitto di una casa vacanza ma la donna non sapeva nulla né della casa né dell’intestatario del bonifico. Conto bloccato, per aprirne uno nuovo.

