Turismo gay a Francavilla? Luciani: si pronunci la città

6 Settembre 2015

Il regista De Marco spiega la sua proposta: così s’incrementa il giro d’affari Il sindaco frena gli entusiasmi: senza investimenti e condivisione non si fa nulla

FRANCAVILLA. Il turismo gay internazionale come potenziale risorsa per rilanciare l’economia cittadina. È l’obiettivo prioritario del progetto che mira a trasformare Francavilla nella città gay friendly più rappresentativa d’Italia. L’idea lanciata dall’artista-regista francavillese Maximo De Marco con il suo staff di Canal G onlus group, nei giorni scorsi, è stata esaminata e discussa, in un incontro con il sindaco, Antonio Luciani, e la sua giunta.

«Il nostro è un progetto ambizioso e lungimirante, con un importante risvolto economico oltre che sociale e di sensibilizzazione contro le discriminazioni e l’omofobia» dice De Marco. «Il turismo gay risponde bene. È una realtà consolidata che può rappresentare una via per uscire dalla crisi che ci sta sommergendo tutti e rilanciare l’economia attraverso un’operazione nuova. Abbiamo messo a punto un piano di marketing molto serio, basato su dati concreti. Il consumatore Glbt (gay lesbo e trans) ha una propria scala di bisogni e desideri che cerca di appagare anche nel processo di consumo.

Business insider, attraverso numeri e percentuali, ha dimostrato come le compagnie aeree, i marchi delle grandi multinazionali ma soprattutto le aziende della moda e del lusso, puntano sulla comunità gay perché impone le regole del consumo di tendenza. Secondo un’indagine della Prudential, nel 2012, il reddito medio pro capite nella comunità Glbt è risultato di circa 61mila500 dollari contro i 50 mila della media americana. È soprattutto la condizione economico-culturale a fare la differenza: i gay sono più istruiti, meno indebitati, meno disoccupati, finanziariamente più attrezzati nei piani pensione. Insomma, rappresentano un bacino di ricchezza che solo un imprenditore suicida può trascurare».

C’è poi il risvolto sociale del progetto. «Una novità molto importante è la nomina in municipio di un rappresentante gay, indicato dalla nostra onlus» prosegue De Marco, «con il compito di gestire uno sportello di sostegno ai Glbt e un centro informativo sanitario alla Asl, rivolto a tutti i giovani, per l’Hiv e le malattie a trasmissione sessuale».

Il sindaco conferma l’apertura dell’amministrazione sul progetto ma vuole la condivisione della città. «Nell’incontro, durato tre ore, abbiamo affrontato vari temi. L’amministrazione ha ribadito che Francavilla è disposta a collaborare per concretizzare progetti precisi, nel rispetto delle norme e senza ledere la libertà altrui» puntualizza il sindaco. «Il percorso deve avvenire con il coinvolgimento graduale della città, cominciando dalle associazioni di categoria, commercianti, albergatori, balneatori e tutti gli operatori economici interessati, comprendendo anche le forze politiche, di maggioranza e opposizione. I promotori del progetto tendono un po’ a precorrere i tempi: ritengo che tale atteggiamento vada rivisto» frena il sindaco. «Preso atto che Francavilla si è dimostrata un interlocutore aperto, è necessario che il percorso sia condiviso e noi abbiamo appena cominciato a intraprenderlo insieme. Ci sono tante idee tante ma sono necessari investimenti. Il Comune non può costruire una discoteca. Se non c’è chi investe, il progetto resta soltanto una lista dei desideri».

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