«Tutti i nostri risparmi investiti in quella casa»

PESCARA. «Volevamo realizzare il nostro sogno e per farlo abbiamo investito tutti i nostri pochi risparmi e chiesto aiuto a una banca». Il sogno coltivato da un coppia di 55 e 54 anni della provincia...
PESCARA. «Volevamo realizzare il nostro sogno e per farlo abbiamo investito tutti i nostri pochi risparmi e chiesto aiuto a una banca». Il sogno coltivato da un coppia di 55 e 54 anni della provincia di Pescata era quello di comprare un appezzamento di terra per costruire la loro casa.
I coniugi accendono un mutuo e ogni mese devono versare 526 euro. Dopo circa due anni la famiglia, con figli studenti maggiorenni, chiede un prestito per l’arredamento e per far fronte ad alcune spese impegnandosi a versare per sette anni una rata mensile di circa 600 euro. Trascorre il tempo e i coniugi ricorrono a un ulteriore prestito di 10 mila euro che incrina l’equilibrio tra entrate e uscite ma il peggio arriva quando il capofamiglia perde il lavoro. C’è ancora la crisi dietro le difficoltà di una famiglia che perde il reddito su cui poter contare e con cui poter fare fronte alle rate da pagare iniziando a combattere con una grave situazione di indebitamento, spesso anticamera dell’usura. L’azienda in cui lavorava il capofamiglia, infatti, annuncia i licenziamenti e poi avvia la cassa integrazione. Il marito, così, si trova senza stipendio mentre la moglie si barcamena con lavori saltuari ma, nel frattempo, le rate aumentano e arrivano a mille euro mensili, i ritardi si accumulano e gli interessi di mora arrivano alle stelle. I creditori premono: inondano la famiglia di telefonate, di messaggi, di lettere mentre i coniugi non sono in grado di fare fronte alla grave situazione di indebitamento perché nessuna banca è disposta a concedere altri prestiti e la famiglia inizia a pensare al prestito illegale. L’azienda in cui lavorava il capofamiglia, intanto, riprende l’attività ma i coniugi si trovano sulle spalle un debito di 22 mila euro. La coppia inizia così a pensare di rivolgersi agli aguzzini ma poi trova sulla sua strada lo sportello antiusura a cui si rivolge grazie all’indicazione dei servizi sociali del Comune di residenza.
E’ lo sportello a sbarrare la strada agli usurai e a salvare la famiglia iniziando a fare la ricognizione dei debiti, prospettando l’estinzione in tempi brevi e con il versamento dell’intera somma alle finanziarie. Nel frattempo il fondo di prevenzione accorda ai coniugi un prestito di circa 18 mila euro – da restituire con rate di circa 350 euro – con cui la famiglia riesce a uscire dal baratro e a respirare.
E’ questa un altra storia raccolta dello sportello antiusura e nata, ancora una volta, dalla perdita del lavoro in questi difficili tempi di crisi. Per accedere al fondo di prevenzione occorrono però dei requisiti specifici: dimostrare l’effettivo stato di bisogno e la serietà della ragione dell'indebitamento, la capacità di rimborso del finanziamento concesso in base al reddito o alla situazione patrimoniale e l’entità dell'importo complessivo debitorio a carico del richiedente che deve rientrare entro i limiti di garanzia che sono di circa 25.800 euro. Lo sportello dell’Adiconsum si trova a Pescara in corso Vittorio Emanuele ed è aperto da lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 19. (p.au.)
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