Tutto il paese si interroga sugli assassini Lo choc degli amici: «Ci hanno presi in giro»

La notizia dell’omicidio è arrivata all’ora di pranzo nelle case di Pontelangorino, la frazione di Codigoro teatro della tragedia. «L’ha letto mio figlio su internet - spiega Lauro Barboni - e siamo...
La notizia dell’omicidio è arrivata all’ora di pranzo nelle case di Pontelangorino, la frazione di Codigoro teatro della tragedia. «L’ha letto mio figlio su internet - spiega Lauro Barboni - e siamo andati subito a vedere. Io non li conoscevo di persona ma mi sono preoccupato molto. Abbiamo pensato ad un regolamento di conti, ad una banda... Adesso dico una cosa strana, lo so che non è il momento. Ma quando ho visto quel povero cane che non voleva salire sul camioncino mi si è stretto il cuore. Poi questa mattina (ieri, ndr) mi si è gelato il sangue. Il figlio e l’amico. Io ancora non ci credo». Raffaele e Andrea sono tra gli amici dei due ragazzi che hanno confessato il duplice delitto. Hanno passato il pomeriggio fermi immobili sulla strada e sono stati ascoltati diverse volte. Ieri non sono andati a scuola, assenza giustificata questa volta visto l’inferno che stanno vivendo. «Mia mamma per poco non è stata male - dice Raffaele - perché ad un certo punto mi ha visto vicino ai carabinieri. Erano nostri amici, tutti e due. Non ho mai, mai pensato potessero essere loro». Sfogliano il giornale, guardano la foto in cui sono tutti insieme e si coprono il volto con un gesto incontrollato. Parla come un fiume in piena Stefano, un altro del gruppo: «All’inizio ho pensato a una rapina, o a qualcosa del genere. Poi però troppe cose nel racconto non combaciavano. Diceva di aver dormito fuori e di essere poi andato a scuola - spiega - ma a scuola non c’è mai stato. Ha anche detto di aver pranzato alle 12 e di aver trovato il padre e la madre in quelle condizioni. Ma il cane non ha mai abbaiato e di solito abbaia sempre. Ci hanno preso in giro, ma prima di tutto hanno preso in giro loro stessi». «Un orrore. Solo un orrore - commenta Alessandro Paganini del Mitos Cafè - Pensare a quello che hanno potuto fare quei ragazzini... Ma sì, l’avevamo capito subito. Dopo qualche ora qui non si parlava d’altro. Ne hanno raccontate troppe, si sono contraddetti mille volte. Non sono professionisti. Sono ragazzini». (an. bo.)

