Uccide la moglie in casa e poi si accoltella al petto

Entrambi 50 anni. La tragedia dopo aver portato il figlio di 10 anni a scuola
MONTESILVANO. Si erano trasferiti in Italia dalla Romania una quindicina di anni fa per cercare una vita migliore. E c’erano riusciti.
Lui era stato quasi subito assunto come muratore in una impresa edile, la moglie si arrangiava facendo lavoretti nelle case. In pochi anni, facendo tanti sacrifici, erano riusciti a racimolare dei risparmi, a mettere su famiglia e circa cinque anni fa avevano acquistato una casa a Montesilvano, al secondo piano di una palazzina in via Tagliamento al civico 11, dove ieri mattina, poco dopo le 8.30, è accaduto ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato.
Uno dei due ha accompagnato il figlioletto di 10 anni a scuola e subito dopo si è consumata la tragedia. È una scena raccapricciante quella che si sono trovati davanti i primi soccorritori, vigili del fuoco e sanitari del 118 di Montesilvano, allertati da un vicino che non riusciva a mettersi in contatto con loro.
Daniel Stefan Corbos e la moglie Cristine Cicio Florica, entrambi di 50 anni, erano a terra nella veranda-cucina. Il corpo di lui era riverso più avanti e quello della moglie accanto: aveva ferite da taglio su tutta la parte alta, comprese le mani, forse nel tentativo di difendersi e sviare le coltellate inferte dal marito. Una ferita sola da taglio all’addome, all’altezza del cuore, è stata invece riscontrata sul corpo di lui. Vicino aveva un coltello. Un altro era poggiato su un piano. Uno più grande e l’altro più piccolo utilizzati, stando agli investigatori, in due differenti momenti. L’ipotesi su cui si sta lavorando e che lascia pochi dubbi è quella di un omicidio-suicidio. E quindi lei uccisa a coltellate dal marito, il quale subito dopo si sarebbe ammazzato nello stesso modo. Da capire inoltre se la donna possa essere stata anche soffocata. Uno dei vicini ha raccontato di aver sentito provenire dall’abitazione, delle urla «disumane». Poi lamenti, come se l’uomo, da tutti chiamato in zona Cristian, stesse facendo qualche sforzo, e infine il silenzio. I carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo, diretti dal tenente colonnello Antonio Bandelli e coordinati dal tenente colonnello Gaetano La Rocca, che insieme a quelli della compagnia di Montesilvano si occupano delle indagini, al momento non si pronunciano. Aspettano gli esiti degli accertamenti tecnico-scientifici, effettuati sul luogo della tragedia, e di quelli necroscopici.
Il pm Fabiana Rapino, che ieri mattina ha voluto rendersi conto di persona della situazione, ha già conferito l’incarico per l’autopsia che sarà effettuata nelle prossime ore dall’équipe del medico legale Ildo Polidoro. La pista più accreditata resta, comunque, quella di un’aggressione di lui verso la moglie. A sentire i vicini, c’erano screzi e litigi come in tutte le coppie, ma nulla che facesse presagire un fatto del genere. Una coppia che viveva per il figlio. E ieri, la preoccupazione di tutti, soccorritori, carabinieri e vicini, era proprio per il piccolo.
All'inizio non si sapeva se fosse o meno in casa. Il timore è che anche lui potesse essere stato vittima di quella follia. Poi si è scoperto che era al sicuro in classe. E quello che si sta cercando ora di ricostruire e capire, è che cosa sia successo alla coppia una volta lasciato il bimbo a scuola. Probabilmente, sulla base dei racconti dei vicini di casa, quelli che per primi hanno dato l’allarme, una discussione degenerata in poco tempo. Stando a chi conosceva la coppia, nell’ultimo periodo lui era parecchio giù. Dopo tanti anni di lavoro e sacrifici, che gli avevano permesso di raggiungere una certa stabilità economica e persino di acquistare una casa, era stato posto dall’azienda in cassaintegrazione. Adesso, quando capitava, faceva dei lavoretti in zona. Era anche dimagrito. Insomma, non era più lo stesso. Lei invece, Cristine, per tutti era, fra i due, quella dal carattere più forte. Una donna, bella, solare e anche decisa. Questo, a quanto pare, provocava in Cristian dei sentimenti di gelosia. Ogni tanto qualche lite, ma senza mai destare allarme. Una coppia e una famiglia normalissima, apprezzata e benvoluta. «Un fulmine a ciel sereno», continuavano a ripetere ieri i vicini sgomenti.

