Ultimo tratto di strada Pendolo: via agli espropri, slitta l’apertura

Il Comune acquisisce piccole porzioni dei terreni privati nella zona della pineta per completare i lavori Prevista una modifica al progetto per fare una rotatoria, l’inaugurazione è stata rinviata a fine ottobre
PESCARA. L’amministrazione comunale sta procedendo agli espropri per completare l’ultimo lotto della strada Pendolo, la sorta di circonvallazione all’interno della città che già unisce la zona dell’ospedale al quartiere di San Donato. Nel luglio scorso era stato inaugurato il secondo lotto, quello che va da via Volta a via Rio Sparto. La parte mancante è quella di via Pantini, ma l’apertura prevista per questo mese verrà rinviata alla fine di ottobre. Tra l’altro, è sorto anche un rebus: realizzare o meno una rotatoria per snellire il traffico proveniente da Francavilla. Ma i tecnici non hanno ancora deciso. Di questa questione si è occupata recentemente la commissione Mobilità, presieduta da Armando Foschi.
Nel frattempo i lavori stanno andando avanti, come ha confermato ieri l’assessore Luigi Albore Mascia. «Ho contattato i tecnici del Comune», ha affermato, «i quali mi hanno assicurato che l’intervento sta quasi per essere completato. Probabilmente, ci vorrà qualche settimana in più del previsto per finire l’opera».
Ma la realizzazione di quest’ultimo lotto si sta rivelando più complicato del previsto. L’amministrazione comunale ha dovuto procedere a sette espropri di terreni per pubblica utilità per poter completare il tracciato. La spesa prevista per realizzare questo tratto all’altezza di via Pantini è di 3.500.000 di euro. I problemi da risolvere, però, non sono terminati. Per la definizione dell’intervento, gli uffici tecnici del Comune stanno valutando la necessità o meno di realizzare una rotatoria su via Antonelli che sarebbe soprattutto a servizio del traffico proveniente da Francavilla. La costruzione del rondò, però, comporterebbe l’abbattimento di alcuni pini.
In alternativa, i tecnici hanno pensato ad alcune soluzioni alternative. Una di queste sarebbe la chiusura al traffico di via Silone, riaccorpandola alla Pineta dannunziana che diventerebbe più ampia e semplificando anche la viabilità urbana. Ciò sarebbe sufficiente a garantire la fluidità del traffico con l’eliminazione di alcuni incroci a rischio.
Ci sarebbe, inoltre, una terza soluzione che non prevede la chiusura di via Silone, ma una modifica della viabilità verso nord. Nel caso in cui i tecnici dovessero decidere di non realizzare la rotatoria, il Comune si vedrebbe costretto a restituire i terreni espropriati. Gli uffici del Comune sarebbero propensi a non costruire il rondò anche per evitare di sacrificare alcuni alberi.

