Un 15enne ha provocato l’incendio Finisce nei guai anche un docente

Le testimonianze dei residenti incastrano uno studente: voleva bruciare la lana dei pioppi per gioco Ora è stato segnalato al Tribunale per i minorenni. Contestata al professore la mancata vigilanza
MONTESILVANO. Una bravata che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. C’è la mano di uno studente dietro l’incendio che due giorni fa è divampato al confine tra Montesilvano e Pescara mandando in fumo circa mille metri quadrati di vegetazione a ridosso della riserva naturale di Santa Filomena e il complesso sportivo Le Naiadi. Incendio. Il ragazzo di 15 anni, che frequenta una scuola pescarese, era nell’area della riserva con i suoi compagni e un professore quando, probabilmente sottovalutando le conseguenze del suo gesto, ha dato fuoco con un accendino al tappeto di pappi, meglio conosciuto come lana dei pioppi e altamente infiammabili, scatenando le fiamme. Dopo neanche 24 ore dall’accaduto, probabilmente anche grazie alle testimonianze di qualche passante che aveva notato la scolaresca, il minorenne è stato rintracciato e segnalato al Tribunale per i minorenni per il reato di incendio colposo: del caso si occupa il pm David Mancini. A finire nei guai anche il docente, ora segnalato alla procura di Pescara, probabilmente per la mancata vigilanza: gli accertamenti sono stati coordinati dal pm di turno Gabriella De Lucia.
Un disastro sfiorato: l’incendio ha lambito la riserva naturale, arrivando pericolosamente vicino anche al complesso sportivo e ad alcune abitazioni. A scongiurare danni maggiori è stato il rapido intervento dei vigili del fuoco, a lavoro da terra e con l’elicottero, e dei carabinieri forestali, che si sono occupati delle operazioni di spegnimento.
Passata la preoccupazione per l’incendio e scoperto il responsabile, è anche il giorno delle polemiche nei quartieri di Santa Filomena e Villa Verrocchio. Da qualche settimana, infatti, sono numerose le segnalazioni che arrivano dai residenti in merito al mancato – o in alcuni casi parziale – sfalcio delle erbacce nell’area protetta la cui competenza è dei carabinieri forestali. Sebbene i trattori siano entrati in funzione negli ultimi giorni, restano ancora alcune aree, soprattutto nella zona più a nord, dove le erbacce hanno superato il metro. Ma non solo. Come più volte messo in luce dai residenti, sono diversi i punti in cui i mezzi hanno tagliato la vegetazione solo lungo il perimetro a ridosso delle staccionate e non nelle zone centrali della riserva. E proprio nei giorni scorsi, a seguito delle lamentele dei suoi concittadini, il sindaco Ottavio De Martinis aveva già reso noto di aver sollecitato la Forestale.
A sollevare le rimostranze dei residenti non sono però solo le erbacce. In molti, infatti, lamentano la presenza di tanti rifiuti tra bottiglie di vetro e plastica, fazzoletti, cartacce e addirittura preservativi abbandonati in particolare dietro le siepi che dividono la pineta dal lungomare e che, per via della folta vegetazione, rappresentano un nascondiglio. «È uno schifo. Sicuramente la colpa è delle persone incivili che si appartano nella pineta per fare i loro comodi e poi non hanno neanche la decenza di raccogliere i loro rifiuti», commentano dei genitori di via Isonzo. «Ma servirebbe più manutenzione perché così diventa pericoloso portare i bambini». Sulla stessa lunghezza d’onda anche un anziano di via Lago di Bomba. «Una volta c’erano le panche e i tavoli, o quanto meno i tronchi dove potersi sedere e godere del fresco», ricorda, «ora non c’è più nulla». «Sembra quasi che lo facciano apposta per non farla utilizzare, tanto vale allora togliere le piante e fare dei parcheggi», aggiunge con provocazione un altro abitante del quartiere. Così come c’è qualcuno che mette in luce anche la mancata cura delle staccionate, divelte, assenti o completamente inclinate in diversi punti.

