Un alveare di 56 abitazioni e una girandola di inquilini

19 Dicembre 2014

Le testimonianze dei vicini di casa: in questo palazzo succede di tutto un continuo via vai di persone, con rumori molesti e tanto trambusto

ALBA ADRIATICA. «In questo palazzo ci sono 56 appartamenti. Di residenti io ne conosco uno o due, gli altri cambiano così di frequente che si fa fatica a riconoscerli. L’uomo morto? Io non lo conoscevo».

L’uomo che s’infila frettolosamente in uno dei due ingressi sul lungomare di parlare ha poca voglia. «Lo so perchè mi ha chiamato mia moglie che ha visto le ambulanze e i carabinieri», continua, «ma non so proprio chi fosse perchè qui cambiano continuamente». E basta dare uno sguardo ai citofoni per capire che la maggior parte degli occupanti sono stranieri. Che magari firmano dei contratti d’affitto solo per i mesi invernali, quando i turisti non ci sono e quindi gli appartamenti liberi restano sfitti. « Nei mesi scorsi», racconta una donna, «più volte abbiamo chiamato i carabinieri per segnalare uno strano via vai di persone».

E ricorda anche alcuni esposti fatti proprio per chiedere più controlli. «Magari l’appartamento viene affittato da una sola persona», continua la donna, «e poi in poco tempo ne arrivano altri. A volte due, a volte tre, altre volte quattro. Fino a quando la casa non si riempie di persone mai viste prima». La convivenza non è sicuramente facile. «Purtroppo le regole non vengono rispettate», continua la donna, «ci sono rumori molesti ad ogni ora del giorno e della notte e, soprattutto, un continuo via vai di persone. E magari quando vai a chiedere di fare piano nemmeno ti rispondono o, nella migliore delle ipotesi, ti insultano. Noi abbiamo più volte chiesto interventi, sollecitato controlli, e fatto anche esposti. Ma non sempre siamo stati ascoltati. E’evidente che nessuno si augura la morte di un uomo e su questo fatto bisognerà fare chiarezza per capire come siano andate effettivamente le cose. Se qualcuno ha sbagliato certo deve pagare. Ma in un paese civile tutti devono rispettare le regole». Quando intorno alle 20 la bara esce dal portone il drappello di persone sul marciapiede non c’è più. I pochi residenti usciti sono già rientrati in casa, i passanti sono andati via, i titolari dei pochi negozi aperti sono già rientrati. A chiederti che cosa è successo si ferma un uomo. Poche parole e nemmeno il tempo di aspettare la risposta che è già sparito, ingoiato nel buio di una stradina laterale del lungomare.(d.p.)

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