Un anno e 8 mesi per una visita La Asl: «Non c’era l’urgenza»

7 Ottobre 2017

PESCARA. Un cittadino protesta perché deve attendere 20 mesi per effettuare una visita pneumologica. Ma la Asl risponde: «Non era classificata come urgente».Il caso riguarda un 65enne, che dovrà...

PESCARA. Un cittadino protesta perché deve attendere 20 mesi per effettuare una visita pneumologica. Ma la Asl risponde: «Non era classificata come urgente».
Il caso riguarda un 65enne, che dovrà attendere il 12 giugno 2019 per sottoporsi alla prestazione di specialistica ambulatoriale volta a diagnosticare, controllare o escludere un disturbo a bronchi e polmoni. Giovedì scorso, Francesco Paolo Ognibene, residente in via Vestina, a Montesilvano, dopo essersi recato al Centro unico di prenotazione (Cup) dell’ospedale civile pescarese per prenotare la visita pneumologica, si è visto fissare l’appuntamento con il medico tra un anno e otto mesi.
«Non ho capito in che modo siamo assistiti dallo Stato italiano», si rammarica l’uomo, «io mi sono vergognato di essere un cittadino italiano perché alla mia età, e senza un adeguato controllo, non so nemmeno se ci arriverò al 12 giugno 2019. L’assistenza sanitaria non è più un diritto».
«Sono invalido al cento per cento», aggiunge Ognibene, «soffro di cardiopatie e sono portatore di pacemaker. Il mio medico curante ha ritenuto doveroso farmi sottoporre alla visita specialistica a causa di alcuni disturbi sorti negli ultimi giorni. Ma non è possibile dover aspettare così tanto tempo».
In base al piano nazionale di governo delle liste d’attesa, che stabilisce le priorità e i tempi massimi per l’erogazione di esami, visite specialistiche, ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici da parte del servizio sanitario nazionale, l’esame pneumologico rientra tra le prestazioni da garantire ai cittadini nei tempi più brevi, al massimo entro 30 giorni. «Io ho provato a spiegare le mie necessità all’impiegato del Cup», sottolinea Ognibene, «ma la sua unica risposta è stata che non c’è alcuna disponibilità prima di quella data. L’unico suggerimento è stato di provare a chiedere da un’altra parte per effettuare la visita a pagamento oppure provare a telefonare tra un mese e verificare i tempi di prenotazione. Ma tutto questo è inaccettabile. Più che adirato sono deluso, perché mi rendo conto che è venuto meno il diritto alla salute dei cittadini. Come me, nella mia stessa situazione, si trovano tantissime persone».
La Asl, contattata dal Centro, ha invece specificato che l’esame pneumologico rientra tra quelle prestazioni erogate in base a diverse classi di priorità, che devono essere necessariamente indicate sulla ricetta medica. Si va dalla priorità di accesso classificata come “urgente”, da eseguire quindi entro 72 ore, a “breve” entro dieci giorni, “differibile” entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti diagnostici e, infine, “programmata” che può essere differita nel tempo. (y.g.)
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