Un tratto di Pineta verrà riaperto Ma ora servono altre donazioni

27 Settembre 2021

L’amministrazione comunale punta a rendere fruibile in breve tempo almeno il comparto quattro Appello del presidente Sospiri: «Abbiamo già raccolto 60mila euro, vogliamo arrivare a 100mila»

PESCARA. Riaprire alla città il comparto 4 della Pineta dannunziana, quello dove c’è il laghetto artificiale. Dopo l’incendio del primo agosto che ha distrutto il comparto 5 dell’area verde e ha danneggiato i comparti 3 e 4, il Comune vuole attivarsi per far rientrare i cittadini in una delle zone che, da allora, è chiusa al pubblico ed è inaccessibile. Se ne parlerà nei prossimi giorni, in Comune, per capire se si tratta di una strada percorribile e quali sono i passi da compiere per arrivare a un obiettivo del genere.
«Un primo incontro potrebbe svolgersi in settimana su iniziativa del sindaco Carlo Masci», annuncia il vice sindaco Gianni Santilli, che ha le deleghe ai Parchi e al Verde pubblico. «Sarà un vertice al quale parteciperanno, tra gli altri, anche Ivo Petrelli, presidente della commissione comunale Ambiente, i tecnici del Comune Giuliano Rossi e Mario Caudullo (settore Verde), e i tre esperti nominati da Palazzo di città» che si stanno occupando di valutare le condizioni della Pineta dannunziana dopo l’incendio per poi fissare il percorso da seguire per la sua rinascita. I tre sono Nevio Savini, generale in pensione dei carabinieri forestali, Dario Febbo, ex direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Gran Sasso Monti della Laga, e Gianfranco Pirone, già professore ordinario all'Università dell'Aquila in Ecologia Vegetale e Geobotanica. Il Comune ha chiesto un supporto anche a tre associazioni ambientaliste e cioè Wwf, Ambiente e/è vita e Legambiente, che parteciperanno alla riunione, e a due giovani che si è voluto far confluire nel gruppo di lavoro sull’area verde. Sarà una «prima riunione», dice Santilli che ribadisce il ruolo fondamentale dei tre esperti che «stanno già lavorando, hanno effettuato dei sopralluoghi e ci diranno se ci sono già delle proposte, in questo momento, e quali sono». Ma, al di là degli interventi per far rinascere la Pineta, «cercheremo di riaprire il prima possibile il comparto 4, dove la casetta dei pensionati è andata a fuoco, ma per fortuna non sono stati toccati i giochi. Ci sono delle piante da abbattere, va delimitata la zona interessata dal rogo e va messa in sicurezza. Vogliamo capire come e quando procedere, ma riteniamo che si possa fare».
Intanto prosegue la raccolta fondi promossa dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri proprio in favore della Pineta. Durante il Festival dannunziano sono stati donati dai cittadini, ma anche dagli sponsor, circa 60mila euro, ma «si può fare di più per cui proseguiremo fino al 10 ottobre, giorno in cui si celebra San Cetteo». In occasione della festa del patrono «consegneremo al sindaco un assegno con la somma raccolta. Arriveremo a centomila euro, e mi auguro di superare questa cifra», dice con determinazione Sospiri che punta al riconoscimento dello stato di emergenza in tempi rapidi. Ha già avuto un primo incontro con il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini e vuole tornare a sollecitare il provvedimento del Consiglio dei ministri. «Gli interventi da realizzare sono lontani nel tempo ma intanto», suggerisce, «bisogna procedere alla progettazione e si deve proteggere la pineta, che è fragile: bisogna farlo con un sistema antincendio e di allarme, affinché non si ripeta quello che è accaduto il primo agosto».