«Un vino affinato in cantina senza trattamenti né filtrazione»

CASTEL DI SANGRO. L'intesa tra lo chef tristellato Niko Romito e l'azienda vitivinicola abruzzese Feudo Antico, concentrata sul Vigneto Casadonna di Castel di Sangro, ha sollevato più di un brindisi...
CASTEL DI SANGRO. L'intesa tra lo chef tristellato Niko Romito e l'azienda vitivinicola abruzzese Feudo Antico, concentrata sul Vigneto Casadonna di Castel di Sangro, ha sollevato più di un brindisi anche al Salone del Gusto di Torino, dove il risultato di questa sperimentazione, il nuovo Pecorino Igp Terre aquilane 2013, ha fatto il suo debutto in società. «È un vino nato in un luogo bellissimo e impervio che parla precocemente un linguaggio evoluto proprio dell'altitudine», ha commentato Riccardo Brighigna, enologo di Feudo Antico «con un'elevata acidità e un alto contenuto di estratti dovuti alla forma di allevamento e alla bassissima resa per ceppo, che regalano una persistenza impressionante. Il lavoro svolto in cantina», prosegue Brighigna «ha preservato unicamente la qualità della materia prima, fermentazione spontanea affinamento in fusti di acacia e imbottigliamento senza trattamenti di stabilizzazione o filtrazione. Quelle che allo stato sembrano delle caratteristiche di rottura di questo vino» conclude Brighigna «crediamo che ne rappresenteranno successivamente i punti di forza». Dal bianco al rosso, c'è stata un'altra occasione a Torino per tenere alta la bandiera del vino abruzzese, con la presentazione del libro "Montepulciano d'Abruzzo, un grande vino" edito da Slow Food (216 pagine, 24,90 euro). Una monografia che è un viaggio nel mondo del Montepulciano, osservato nei suoi territori di elezione, cinque capitoli, anticipati dalla prefazione di Carlo Petrini, che propongono uno sguardo agronomico, geografico e paesaggistico sulle caratteristiche di ogni singola zona di produzione, al quale fa seguito una narrazione degli elementi storici e di cultura popolare.
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