Una mamma: costretta a pagare la baby sitter per i pasti di mio figlio

8 Giugno 2018

PESCARA. Bimbi a scuola senza cibo, una mamma costretta a pagare la baby sitter per accudire il figlio nelle ore successive all’uscita da scuola, dalle 13 alle 17. Giada Alessandrini, madre di un...

PESCARA. Bimbi a scuola senza cibo, una mamma costretta a pagare la baby sitter per accudire il figlio nelle ore successive all’uscita da scuola, dalle 13 alle 17. Giada Alessandrini, madre di un bimbo di 4 anni che frequenta la scuola di via Milite Ignoto, rivela di spendere «30 euro al giorno per pagare la baby sitter e i pasti per mio figlio che esce alle 13, altrimenti rimarrebbe dalle 8 alle 16 senza mangiare perché le maestre non hanno l’ordine di dare al bimbo la merenda che metto nello zaino».
Per la mamma, il provvedimento è frutto di «una presa di posizione della preside, che si appella alle disposizioni del Miur e dell’ordinanza sindacale» che, in un primo tempo, consigliava alle famiglie di riprendere i figli a fine mattinata e riportarli a scuola «solo dopo aver fatto consumare loro il pasto a casa» provocando notevoli disagi alle famiglie.
Per risolvere la questione, oggi l’assessore Giacomo Cuzzi, che ha bacchetato Cir Food («neppure una parola spesa per le famiglie») incontrerà i presidi degli istituti dell’infanzia per esortarli a distribuire i pasti a scuola.
Intanto, il Comune continua a dichiararsi «parte lesa» in questa vicenda che «genera profondo disagio». Con toni cauti il sindaco Marco Alessandrini («Vogliamo chiudere con questi signori») e più impetuosi l’assessore Giacomo Cuzzi, il pensiero espresso da entrambi è stato il medesimo: «Cambiare gestore» a partire da ottobre.
Chi e come dovrà prendere il posto dell’Ati Cir Food - BioRistoro? Per ora, ha annunciato Cuzzi «è stata sospesa l’annualità 2018-2019 per la refezione scolastica. I 4000 iscritti al servizio non sono più nel database di Cir Food». (c.co.)