Vaccini e omelie, parla il vescovo «Seguiamo i consigli dei medici»

Valentinetti non commenta il caso della predica contestata da alcuni fedeli della chiesa dei Sette Dolori Invita ad ascoltare gli esperti e a non partecipare a manifestazioni: «Proteggiamo noi stessi e gli altri»
PESCARA. «Vaccinarsi, utilizzare il Green pass, seguire le indicazioni del Governo». L’arcivescovo di Pescara-Penne, Tommaso Valentinetti, riflette sui temi di questi giorni, che dividono l’opinione pubblica e hanno portato molte persone a scendere in piazza per poi far scattare sanzioni e denunce. Valentinetti non entra nel merito delle riflessioni di padre Fabrizio Di Fazio che domenica, durante l’omelia nella Basilica della Madonna dei sette dolori, ha parlato ai fedeli del pericolo che ci si ritrovi gli uni contro gli altri, nella distinzione tra vaccinati e non vaccinati, mentre la fede porterebbe in tutt’altra direzione.
Il vescovo lancia delle richieste, come quella alle forze di polizia di effettuare i controlli, e suggerimenti, tra cui quello di evitare manifestazioni. «Da quando abbiamo riaperto le chiese, il 18 maggio 2020, ma anche prima, abbiamo sempre rispettato le regole messe a punto dal governo con la Conferenza episcopale italiana. Nella diocesi non si sono stati né contagi né focolai». Difficile dire quali saranno le evoluzioni sul Green pass che fa scaldare le coscienze di molti ma sta anche spingendo tantisssimi a vaccinarsi. «Immagino che non sarà imposto l’uso del Green pass per entrare in chiesa perché in questi luoghi sono obbligatori il distanziamento, le mascherine e la sanificazione delle mani. Ma è solo una mia opinione per cui se ci fossero delle richieste del governo, la Cei le vaglierà». Guardando a ciò che è stato fino ad oggi, Valentinetti ritiene che «tutte le decisioni sul Covid siano state ponderate e verificate dal ministero della Sanità e dal Comitato tecnico scientifico, non per danneggiare alcuni o favorire altri ma perché il momento lo richiede». Da qui il consiglio di «seguire le indicazioni, usare buon senso, evitare il rischio di danneggiare se stessi e gli altri». L’esempio è arrivato da Papa Francesco che «ci invitò a vaccinarci tutti, è stato il primo a farlo e ha fatto vaccinare i senza tetto per evitare che fossero portatori di contagio. Su questo sollecito l’attenzione delle autorità sanitarie perché ci sono anche qui persone senza una casa che si spostano: sono gli ultimi degli ultimi e non beneficiano del servizio pubblico». Tenere lontano il pericolo del Covid è prioritario, osserva Valentinetti dicendosi contrario alle «manifestazioni che sono motivo di assembramento e fonte di contagio, e se c’è qualcuno che ha delle ragioni da far valere sul Green pass o sui vaccini deve rivolgersi alle sedi opportune, altrimenti si rischiano strumentalizzazioni. Poi, viste le preoccupazioni degli esperti, ad esempio dopo i festeggiamenti per gli Europei, si dovrebbero aumentare i controlli, vigilare, com’è accaduto per la processione di Sant’Andrea». Valentinetti non crede che la Chiesa debba occuparsi di «sensibilizzare i fedeli» sulla posizione da assumere ma «chiediamo che tutti rispettino le regole nei luoghi di culto, stando distanziati, con la mascherina e sanificando le mani. Noi non possiamo escludere nessuno, tenendo conto di questi principi, né possiamo imporre di avere il Green pass».

