Vaccini obbligatori a scuola Sono pochi gli alunni esclusi

PESCARA . L’obbligo vaccinale per l’ingresso a scuola sta funzionando. Lo assicura la Regione Abruzzo anche se il numero esatto dei bambini che non saranno ammessi in classe perché non vaccinati...
PESCARA . L’obbligo vaccinale per l’ingresso a scuola sta funzionando. Lo assicura la Regione Abruzzo anche se il numero esatto dei bambini che non saranno ammessi in classe perché non vaccinati verrà reso noto tra una quindicina di giorni.
«Sarà un numero esiguo», afferma già da ora l'assessore regionale con delega alla scuola, Piero Fioretti.
Per l’anno scolastico 2019-2020 che sta per cominciare, in materia di vaccini sono in vigore le semplificazioni previste da un anno a questa parte: resta cioè l’obbligo di vaccinare gli studenti, come previsto dal decreto legge Lorenzin che è ancora in vigore, nonostante gli annunci dell’ex governo di modificarlo, ma non è più necessario presentare la documentazione che dimostri l’avvenuta vaccinazione, salvo che non venga esplicitamente richiesto. Il controllo infatti segue un doppi binario: entro lo scorso 10 marzo le scuole hanno dovuto inviare alle Aziende sanitarie locali gli elenchi degli iscritti all’anno scolastico 2019-2020. E le quattro Asl abruzzesi, entro il 10 giugno e in base a un accordo tra l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì e l'Ufficio scolastico regionale, hanno restituito gli elenchi specificando chi non era in regola con gli obblighi vaccinali; chi non rientrava nelle condizioni di esonero; le omissione oppure il differimento delle vaccinazioni e infine chi non aveva presentato formale richiesta di vaccinazione.
Nei dieci giorni successivi quindi le scuole hanno invitato, con comunicazione scritta, i genitori dei minori segnalati negli elenchi a depositare la documentazione per dimostrare la regolarità della loro situazione: l’esonero, l’omissione o il differimento o la presentazione della richiesta formale di vaccinazione all’Azienda sanitaria locale. Ed entro il successivo 20 luglio le scuole hanno a loro volta trasmesso la documentazione fornita dai genitori oppure hanno comunicato l’eventuale mancato deposito all’Azienda sanitaria locale.
Secondo la legge, per i minori delle scuole dell’infanzia che risultano non in regola con gli adempimenti vaccinali, o i cui genitori non abbiano presentato la documentazione richiesta, l’iscrizione si considera decaduta. Di conseguenza i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non potranno accedere agli asili nido e alle scuole dell’infanzia. Per tutte le altre scuole, invece, la mancata presentazione della documentazione non comporta la decadenza dall’iscrizione e non impedirà la partecipazione agli esami, ma comporterà delle multe che vanno dai 100 ai 500 euro. La legge sulle vaccinazioni, che come si diceva l'ex governo non è riuscito a modificare nonostante gli annunci, ha introdotto l’obbligo per tutti i bambini e ragazzi fino a 16 anni di effettuare 10 vaccinazioni (che possono però essere fatte con un minimo di due punture). E i vaccini obbligatori sono: antidifterica, antitetanica, antipolio, antiepatite virale B, antipertosse, anti Haemophilus influenzae di tipo B, antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella. (a.c.)

