Vaccini, piano fino a giugno 278mila dosi per l’Abruzzo

5 Maggio 2021

Svelato il programma del governo per la nostra regione. Ieri altre 10.666 somministrazioni D’Amario: «Valuteremo a breve l’apertura delle prenotazioni alle persone sotto i 60 anni»

Sono 278.510 i vaccini che arriveranno in Abruzzo da qui al prossimo 3 giugno, di cui 53.330 già in questa settimana. Questo prevede la programmazione delle consegne per la nostra regione. «Ritengo che da qui ai prossimi due mesi le dosi non mancheranno», afferma il direttore del dipartimento salute della Regione, Claudio D’Amario. Più fiale ma anche maggiori somministrazioni, tanto che ieri se ne sono contate 10.666, in linea con il trend degli ultimi giorni. L’Abruzzo si conferma sopra la media nazionale - con l’87,3% rispetto all’87,1 che è il dato italiano -, nonostante le polemiche per la macchina organizzativa della campagna contro il virus, che ieri sono state portate all’attenzione da alcuni rappresentanti del consiglio regionale.
LA TABELLA DI MARCIA. Domani arriveranno in Abruzzo 45.630 dosi di Pfizer, domenica altre 7.700 di Moderna. Sono queste le prossime consegne, a cui ne seguiranno tante altre da qui al 3 giugno. È comunque importante precisare che le quantità comunicate potrebbero subire variazioni e verranno confermate dalla struttura commissariale pochi giorni prima della consegna stessa.
Ma, prendendo in esame il programma in possesso della Regione, la prossima settimana (13 maggio) giungeranno 44.460 dosi di Pfizer. E poi ancora, il 20, sarà la volta di AstraZeneca con 6.200 dosi ma anche di Pfizer con 44.460 fiale. Il 25 maggio toccherà a Moderna con 7.700 vaccini, due giorni dopo ancora a Pfizer (44.460). Infine nei primi giorni di giugno sono previste nuove consegne di Moderna, 7.700 il primo del mese, e addirittura 70.200 di Pfizer il 3 giugno. Ad oggi, invece, non sono disponibili ulteriori informazioni relativamente al vaccino Johnson & Johnson.
LE SOMMINISTRAZIONI. Secondo i dati forniti da OpenData e riportati dal Sole 24 Ore aggiornati alla serata di ieri, il numero delle inoculazioni complessive ha toccato in Abruzzo quota 482.635 su 552.720 vaccini consegnati. Il numero dei vaccinati con prima e seconda dose, invece, raggiunge i 143.106 abruzzesi. Sono 3.677 in più rispetto alla serata di lunedì.
UNDER 60. «Sicuramente stiamo procedendo secondo i ritmi indicati», commenta D’Amario, «tanto che ogni giorno siamo nei target che ci sono stati assegnati. Dalla prossima settimana inizieremo a valutare anche l’idea di aprire le iscrizioni alle persone sotto i 60 anni». E successivamente, «completate le code degli over 80», arrivano conferme sull’idea «di cominciare con le categorie produttive, anche perché c’è una grande disponibilità da parte delle aziende a scendere in campo», continua il direttore del dipartimento salute della Regione. «Si creerà un bel meccanismo per questa campagna vaccinale».
CONSIGLIO REGIONALE. Ma le polemiche non mancano e sono approdate ieri nella seduta del consiglio regionale. Il tema vaccini è stato ampiamente dibattuto durante i lavori. Il capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci, ad esempio, ha presentato un’interrogazione all’assessore Nicoletta Verì riguardo «il grave ritardo che l’Abruzzo ha fatto registrare nella somministrazione dei vaccini per le categorie over 80 e fragili».
Paolucci al termine ha commentato dichiarando che «la risposta dell’assessore non ci convince e non colma tutti i nostri dubbi. Troppi ancora sono i cittadini abruzzesi nelle categorie “protette” che devono ricevere la prima dose, molti i casi di problemi nei centri vaccinali con lunghe attese e ritardi». La capogruppo del Movimento Cinque Stelle Sara Marcozzi ha rimarcato, invece, i disagi che si registrano al Pala Ud’A di Chieti: «Lunghissime code per la vaccinazione Covid mentre giunta regionale e Asl 02 restano a guardare immobili i disagi dei cittadini, senza intervenire concretamente», ha affermato. «Sono giorni che denuncio la grave situazione in cui si trova il centro, con decine e decine di persone costrette ad aspettare per ore all'esterno della struttura prima di poter fare il vaccino. E, a distanza di giorni, le cose non cambiano. Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) gli stessi problemi si sono ripresentati con le medesime modalità, provocando assembramenti molto pericolosi fuori dalla struttura. Tutto questo è inaccettabile».
E poi ancora interpellanze dal consigliere Pietro Smargiassi sulla situazione del centro vaccinazioni al Pala Bcc di Vasto e da Marianna Scoccia su caos ritardi nella campagna vaccinale per le persone fragili e con disabilità nella provincia dell’Aquila.
LE PROTESTE. Proprio dall’Aquilano, da importanti centri come lo stesso capoluogo, Sulmona e Avezzano, giungono rimostranze per la carenza di dosi. Al centro Vivenza di Avezzano, ad esempio, non sono arrivati i vaccini previsti «con una situazione di rallentamento e confusione che ha visto diverse persone dover tornare a casa», denunciano dal Comune marsicano. Nello specifico si tratterebbe delle dosi di Moderna in buona parte previste per i richiami.
SOPRA LA MEDIA. I dati regionali, tuttavia, confermano l’Abruzzo sopra la media nazionale delle somministrazioni. Un aspetto questo rimarcato anche dal presidente della commissione sanità in consiglio regionale, Mario Quaglieri. «L’Abruzzo si colloca al di sopra della media nazionale nella capacità di somministrazione giornaliera dei vaccini anti Covid e sta procedendo speditamente con una buona copertura di tutti i target fissati dal commissario straordinario per l'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, superando anche nell’ultima settimana lo standard indicato», afferma.
LE PROIEZIONI. Al di là del dibattito sulla campagna vaccinale, i dati indicano comunque per l’Abruzzo una costante riduzione delle tempistiche per l’immunità di gregge. Lunedì il raggiungimento del 70 per cento della popolazione abruzzese immunizzata era fissato al 10 settembre, ieri sera la data era ancora più vicina. Infatti il traguardo, sulla base dell’andamento delle vaccinazioni, era indicato per il prossimo 4 settembre. Se così fosse, il sospirato traguardo arriverebbe tra quattro mesi e tre giorni.
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