Verso la nuova città unita Montesilvano sfida Pescara: siamo noi il polo del turismo

21 Settembre 2023

Dopo l’approvazione (contestata) dello statuto, De Martinis detta le sue priorità «Non vogliamo essere la periferia, saremo un riferimento anche per il sociale»

PESCARA. Montesilvano come polo turistico ed erogatore di servizi sociali nell’ambito della Nuova Pescara. È questo il ruolo più adeguato, secondo il sindaco Ottavio De Martinis (Lega), per la città adriatica da lui amministrata in vista della fusione con i Comuni di Pescara e Spoltore. All’indomani dell’approvazione della bozza di statuto della città unita, avvenuta martedì con i soli voti favorevoli dei consiglieri di Montesilvano e Spoltore, il primo cittadino e presidente della Provincia di Pescara, da sempre contrario alla fusione, sembra avere le idee chiare sui punti di forza della sua città. «Noi abbiamo un’idea ben precisa», dichiara De Martinis, «Montesilvano dovrebbe essere il polo turistico della nuova città e avere un ruolo importante e strategico da questo punto di vista. Così come la nostra città, con la sua Azienda speciale, che è un unicum a livello nazionale e offre grandi possibilità, potrebbe avere un ruolo importante per ciò che concerne il sociale».
Sin dal loro insediamento, il sindaco e la sua giunta hanno sempre puntato molto sulla vocazione turistica della città. «Montesilvano con suoi alberghi, con il Pala Dean Martin», prosegue, «potrebbe avere delle priorità per quello che riguarda il turismo, considerando anche che Pescara ha visto di recente l’abbattimento dell’ultimo albergo in città». Il problema, a detta del sindaco di Montesilvano, è che «quando però poi si va al tavolo e si portano avanti queste logiche considerazioni, c’è sempre un muro eretto da Pescara che ragiona come se ci fosse solo ed esclusivamente Pescara». Quella che De Martinis chiama visione “pescaracentrica”, rischia di portare a un’annessione e non a una fusione. Ed è proprio questo il timore del sindaco. «Dall’inizio del percorso avviato a seguito dell’approvazione della legge regionale», garantisce, «noi stiamo facendo in modo che Montesilvano e Spoltore vengano considerate così come viene considerata Pescara e che non vi sia una città presa in considerazione più delle altre. Tutto questo forti anche di un convincimento: la nostra città, come anche Spoltore, ha la sua storia e le sue peculiarità e rappresenta davvero tanto per l'intero territorio regionale».
Da qui, secondo il sindaco, nasce l’esigenza del decentramento. «Chiediamo che all’interno dei municipi non vi siano solo dipendenti o semplici presidenti», spiega. «Non è una richiesta di poltrone, ma vogliamo far sì che possano avere delle funzioni e, dal punto di vista democratico, che non vi sia un uomo solo al comando». E ancora: «Chiediamo che vi siano due assessori, non un numero eccessivo. Con degli assessorati, con funzioni e risorse, invece, si potrebbe lasciare ai territori un compito importante, soprattutto nei primi anni, quello di superare quella confusione che si verrebbe a creare all’inizio nei cittadini».
A non arrendersi alla fusione tra i tre Comuni è l’ex consigliere comunale di Montesilvano, Gabriele Di Stefano che, ancora una volta, è sceso in strada per ribadire la sua contrarietà alla Nuova Pescara: «Proseguirò la mia battaglia di informazione anche attraverso una raccolta firme».