Verì annuncia: presto l’infermiere di famiglia

Gli assessori alla Sanità e al Sociale presentano il mega piano di assistenza Interessa 321mila persone anziane, disabili o dementi. Ecco tutte le novità
PESCARA. Una delle novità sarà l’infermiere di famiglia che assiste in casa il paziente. E poi un maggior numero sul territorio regionale sia di Uccp, le unità complesse di cura primaria, che di ospedali di Comunità, a cominciare dal prossimo che sarà aperto a Montesilvano.
A tutto ciò si aggiunge il potenziamento dell’Adi, l’assistenza domiciliare integrata, con équipe multidisciplinari, e infine l’introduzione, anche in Abruzzo, della “telemedicina”, che potrebbe partire dalla Asl di Chieti, con la possibilità, per esempio, di prenotare le visite mediche velocemente attraverso lo smartphone.
In una regione che fa segnare un record in Italia per la longevità, con connesse malattie legate all’età avanzata, e in cui c’è ancora troppa inappropriatezza sanitaria nella scelta delle cure, l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, ha annunciato ieri mattina i suoi obiettivi. Lo ha fatto durante l’affollata presentazione del Piano Sociale 2020-2022, che l’assessore regionale alle politiche sociali, Piero Fioretti, di concerto con l’assessorato alla Sanità, ha organizzato all’Aurum di Pescara davanti a una platea con non meno di 150 portatori d’interesse, tra sindaci, assessori, presidenti di associazioni di settore e volontarie, e responsabili delle Asp, le aziende pubbliche di servizi alla persona, una volta chiamate Ipab.
Il tema è di grande interesse collettivo in Abruzzo perché riguarda 321mila persone: un quarto dell’intera popolazione regionale. Sono i cittadini anziani oppure disabili o sofferenti psichici, che hanno bisogno di assistenza sanitaria domiciliare e non. Il piano che la Regione sta preparando prevede un costoso – anche se mai sufficiente – bilancio per i 24 ambiti che raccolgono i 305 Comuni abruzzesi. Ma da quest’anno c’è anche un incremento di fondi regionali, comunali ed europei aumentati da 85 a 100 milioni, che diventano 300 se si considera l’intero triennio.
Un aumento, spiegano dalla Regione, che si è reso necessario anche in seguito all’avvio della porzione sociale legata al Reddito di cittadinanza che ricade pesantemente sulle casse dei Comuni, e per l’Assistenza domiciliare integrata. Oltre ai fondi maggiorati, l’Abruzzo cerca anche un cambio di passo attraverso l’integrazione socio-sanitaria, dimostrata ieri dalla presenza dei due assessori, entrambi della Lega, e riunendo per la prima volta, in una sorta di esperimento di democrazia partecipata, tutti gli ambiti sociali che, nei mesi scorsi, hanno inviato i propri dati di spesa, riferiti però al 2018, con cui la Regione sta preparando il nuovo documento finanziario. Un bilancio di previsione che spera di completare entro novembre, come dice al Centro l’assessore alle Politiche sociali. «È la prima volta che viene stilata una fotografia scientifica sullo stato di salute dei servizi sociali erogati», spiega Fioretti. Che quindi passa la palla a Verì: «L'integrazione socio-sanitaria è indispensabile per garantire servizi migliori ai cittadini», afferma l’assessore alla Sanità che non risparmia critiche al precedente governo regionale: «Ho ereditato un piano sociale fermo» dice facendo come esempio le carenze nelle Rsa (Residenze sanitarie assistite). Ma poi promette di dedicare un’attenzione particolare ai Piani territoriali per l’assistenza di chi è affetto da malattie che causano demenze: un dramma sociale diffuso.
«Non solo Alzheimer», sottolinea Verì che dichiara di voler anche presentare questo piano al tavolo di monitoraggio che si terrà a Roma nel mese di novembre. Quindi annuncia sia il potenziamento del Pac (Piano di assistenza complessa), facendo riferimento ai diabetici e alle malattie urologiche, sia una delibera di giunta per la cura delle dipendenze. Inoltre porterà oggi, nella giunta straordinaria convocata dal governatore Marco Marsilio, l’atto che sblocca l’assistenza ai malati di autismo – un atto invocato dalle associazioni dei genitori – attraverso accreditamenti con strutture residenziali regionali. Infine, ma lei non lo dice, arriveranno sempre oggi altre due delibere con cui la Regione darà il benservito al manager della Asl di Pescara, Armando Mancini, e a Teramo metterà a bando il concorso per il nuovo dg. Ma con il Piano sociale da 300 milioni questo non c’entra nulla.

