Via Lazio, bloccata la vendita: torna il degrado nel palazzone

14 Maggio 2023

Sette mesi fa l’asta da 1,4 milioni è andata deserta, da allora la procedura di alienazione è ferma Nel cortile ancora rifiuti abbandonati. Appello del M5S: emergenza per tutto il quartiere, ora basta

MONTESILVANO. È trascorso poco meno di un anno dallo sgombero del palazzone di via Lazio 61 e sette mesi da quando l’asta pubblica promossa dal Comune di Pescara per la vendita dei suoi appartamenti è andata deserta, ma ad oggi nulla è cambiato e l’edificio resta circondato da rifiuti e avvolto nel degrado.
Sembra non trovare pace la struttura nata tra gli anni ’70 e ’80 come resort turistico a pochi passi dal mare, ma diventato ben presto un luogo sporco, inospitale e a tratti pericoloso per via delle numerose occupazioni abusive. Dopo anni di problemi, oggi che il palazzo è finalmente stato liberato e la criminalità allontanata, l’edificio continua a rappresentare un forte motivo di disagio per i residenti di Villa Verrocchio, costretti a fare i conti con una zona buia, piena di rifiuti e colonizzata da piccioni e topi. L’unica soluzione sarebbe quella della vendita e del successivo abbattimento e ricostruzione dal momento che il palazzone da 7 piani, per anni privo delle dovute manutenzioni, è stato più volte dichiarato non a norma sia dai vigili del fuoco che dalla Asl. Ed è proprio grazie a tali evidenze che a maggio del 2022 il sindaco Ottavio De Martinis ha firmato un’ordinanza di inagibilità dello stabile e imposto lo sgombero immediato, completato dopo un paio di mesi grazie all’intervento delle forze dell’ordine che hanno allontanato le ultime famiglie abusive. Negli anni precedenti, un grande impegno per risolvere la questione “palazzo della vergogna”, come è ormai conosciuto l’edificio di via Lazio, era stato profuso anche dal Comune di Pescara, proprietario di 59 alloggi, che aveva provveduto al trasferimento di tutte le famiglie regolari. Completata quella procedura, il Comune di Montesilvano ha fatto il resto, liberando lo stabile, i cui accessi sono stati murati, gli impianti distrutti e le utenze staccate, per evitare nuove intrusioni. Poi è stata la volta dell’asta pubblica attraverso la quale il Comune di Pescara sperava di alienare la sua porzione di edificio per un importo a base d’asta di 1,4 milioni di euro. Ma nessuno si è fatto avanti, forse perché più della metà dell’edificio è di proprietà privata e non acquistare l’intero edificio darebbe poca libertà di azione all’acquirente. Anche per questa ragione, per ora il Comune non ha bandito una nuova asta e la situazione è di fatto bloccata.
Ma degrado e rifiuti continuano ad accumularsi nelle aree esterne del palazzo. Lo denuncia ancora una volta il consigliere regionale del M5s Domenico Pettinari, anche su segnalazione dell’attivista montesilvanese Michele Cavaliere. L’amministratore torna a scrivere alla Asl e ai sindaci di Pescara e Montesilvano per chiedere la bonifica dello stabile: «L’immobile, oltre alle montagne di rifiuti di ogni genere che si ammassano in ogni angolo», scrive, «è lordato dagli escrementi di piccioni che a frotte hanno nidificato all’interno dell’edificio, spargendo guano che contamina l’ambiente e crea seri problemi igienico-sanitari. Infatti, non solo i piccioni sporcano, imbrattano e sono rumorosi, ma sono anche portatori di numerosissime infezioni e malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente all’uomo». Pettinari lamenta anche la presenza di topi «che scorrazzano indisturbati e numerosissimi dentro e fuori l’edificio abbandonato. Questa vera e propria bomba ecologica», prosegue, «sta creando gravi problemi di igiene ambientale e di salubrità a tutti gli abitanti della zona. Ben 125 famiglie hanno sottoscritto una petizione perché si precedesse a una bonifica, purtroppo senza alcun esito».
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