Via Lazio, fuori gli ultimi abusivi: tensioni e minacce durante il blitz

6 Luglio 2022

Maxi operazione per sgomberare i 14 nuclei rimasti ancora nel palazzo dopo l’ultimatum del sindaco E il Comune di Pescara proprietario di parte dell’edificio manda i vigilantes a presidiare l’area h24

MONTESILVANO. Il palazzo di via Lazio 61 è vuoto. È stato effettuato ieri, dalle prime ore della mattinata, lo sgombero forzato dell’edificio di Villa Verrocchio, arrivato a seguito dell’ordinanza di inagibilità dello stabile firmata dal sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, per le pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali di quello che ormai è noto come “palazzo della vergogna”. Dopo il provvedimento e il relativo ultimatum alla ventina di famiglie che occupavano abusivamente l’edificio, lanciato il 25 giugno dal Comune di Pescara proprietario di 60 alloggi popolari, le forze dell’ordine coordinate dalla Questura di Pescara sono entrate in azione per sgomberare in maniera coatta 14 nuclei ancora residenti nel palazzo, tra cui famiglie numerose, 10 minori e un disabile. Il blitz è stato condotto, sotto la regia della Prefettura di Pescara, da oltre un centinaio di uomini tra polizia, carabinieri, finanzieri, reparti di rinforzo come il reparto Mobile della Polizia e il Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo, oltre alla polizia municipale. Sul posto anche i vigili del fuoco e l’ambulanza del 118 - che si è occupata del trasferimento in una struttura di una famiglia positiva al Covid – così come il personale dell’Aca e dell’Enel, che hanno staccato le forniture, una ditta addetta al ritiro delle bombole del gas, gli operai che si sono occupati della muratura di tutti gli alloggi liberati e Formula Ambiente per il ritiro dei rifiuti deteriorabili. Se la maggior parte delle famiglie hanno portato i propri effetti personali senza resistenza, almeno un paio hanno inveito contro le forze dell’ordine e contro gli amministratori presenti alle operazioni, tra cui i sindaci De Martinis e Carlo Masci, l’assessore pescarese alle politiche sociali Isabella Del Trecco e i consiglieri comunali montesilvanesi Marco Forconi e Valter Cozzi. Ad avere la peggio, ma solo verbalmente, è stato De Martinis, insultato e minacciato di morte da alcuni occupanti abusivi. Questa circostanza, tuttavia, non è riuscita a spegnere l’entusiasmo del sindaco per l’operazione. «Finalmente si chiude una triste pagina per Montesilvano», commenta. «In questo palazzo ci sono state morti misteriose, attività illecite, occupazioni abusive e comportamenti lontani dal senso civico che hanno vessato i cittadini di Villa Verrocchio che, per giunta, è una zona a forte vocazione turistica. Ci auguriamo che ora arrivi qualcuno a investire sulla palazzina. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno collaborato, in questi anni, a un iter non semplice dovuto alla presenza di famiglie regolari che dovevano essere trasferite, e ai rallentamenti legati al Covid. Un ringraziamento speciale va al Comune di Pescara, al Prefetto, al Questore, alla compagnia dei carabinieri di Montesilvano e a tutte le forze dell’ordine intervenute». Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere Forconi: «Un ringraziamento va anche ai cittadini che hanno collaborato con il Comune e le forze dell’ordine. Oggi si chiude il secondo ghetto, dopo quello di via Ariosto, con la promessa che non ce ne saranno mai più altri a Montesilvano». A spiegare le iniziative messe in campo per evitare che nelle prossime ore gli occupanti possano tornare nello stabile è l’assessore Del Trecco. «Gli alloggi liberati sono stati resi inagibili distruggendo sanitari e interrompendo le forniture di acqua, luce e gas», rivela. «A questo si aggiunge la muratura degli ingressi con reti elettrosaldate che ci è costata 50 mila euro. Da oggi e per almeno una settimana, il Comune si farà carico di servizio di vigilanza, per un costo di 10mila euro, per presidiare h24 l’edificio».
Quanto al futuro, l’intenzione del Comune è quella di mettere in vendita la propria porzione di edificio a 1,4 milioni di euro.