Vietato proporre la crostata fatta in casa Un operatore: «Ben vengano i controlli»
«Il cliente è contento se al mattino trova la crostata o una ciambella fatta in casa, ma non si può, non possiamo proprio proporla senza l’Hccp. Per avere tale certificazione dalla Asl bisogna avere...
«Il cliente è contento se al mattino trova la crostata o una ciambella fatta in casa, ma non si può, non possiamo proprio proporla senza l’Hccp. Per avere tale certificazione dalla Asl bisogna avere un locale idoneo per manipolare i cibi - come per i locali - e dunque anche la partita Iva che ai b&b non è richiesta». Quindi, a colazione, solo cibi confezionati. Biscotti e fette biscottate suddivisi anche in bustine monoporzione. È la legge. «Se arrivano i controlli e trovano la ciambella senza tracciabilità, senza lo scontrino che ne documenti la provenienza, c’è la multa, e si rischia anche la chiusura». Regole severissime che Paolo, titolare del B&b Villa Ida conosce bene. «Abbiamo aperto a luglio dopo una trafila di tre mesi per metterci in regola con tutto quello che viene richiesto, dagli impianti elettrici a norma, all’uscita di sicurezza fino alle pratiche con la questura per avere l’accesso per comunicare i nomi degli ospiti. Sono venuti a verificare anche i vigili urbani, ma ben vengano i controlli. Sono a tutela degli ospiti e degli operatori che seguono e rispettano le regole». Al contrario, invece, degli abusivi, che spesso vengono smascherati grazie agli stessi siti dove l’ospite rilascia la recensione e che gli investigatori vanno poi a visionare. Ma se vengono beccati, il rischio è grosso: per chi non comunica il nome dell’ospite alla Questura scatta anche il penale. Rischia fino a tre mesi di reclusione.

