Viktoriia, fuga dall’orrore La campionessa è in salvo

24 Marzo 2022

La ginnasta ucraina via dalla guerra grazie all’Armonia dopo un mese di terrore  E dopodomani potrà gareggiare in campionato a Napoli con la squadra teatina

PESCARA. L’odissea è finita: la campionessa ucraina di ginnastica ritmica Viktoriia Onopriienko è arrivata a Pescara intorno alle 4 di questa mattina. È rimasta per oltre un mese sotto le bombe dei russi e da due settimane l’Armonia Abruzzo, squadra per cui la 18enne avrebbe dovuto gareggiare nel campionato di Serie A1, stava cercando un modo per portarla in salvo dall’orrore del conflitto. Il tira e molla con la Federazione ucraina è durato 14 giorni: si è risolto solo nella notte tra martedì e mercoledì, quando la teatina Claudia Simeoni, referente di giuria di ginnastica ritmica, e Iryna Dobrovolska, madre ucraina della piccola atleta Elisa dell’Armonia, sono partite in piena notte percorrendo quasi duemila chilometri per andare a salvare Viktoriia e tirarla fuori dall’orrore della guerra.
Dall’inferno al paradiso
«È stata un’epopea», spiega con la voce rotta dall’emozione Germana Germani, responsabile tecnica e allenatrice dell’Armonia, che ha passato gli ultimi 3 giorni al telefono, «per due settimane siamo rimasti in contatto con la Federazione ucraina per cercare di far venire Viktoriia in qualche modo, ma loro avevano molte perplessità e non era facile trovare qualcuno che andasse a prenderla, nonostante anche la sua famiglia stesse spingendo per mandarla in salvo da noi». L’ultima volta di Viktoriia in Abruzzo era stata a inizio febbraio, quando è venuta per allenarsi insieme alle sue compagne dell’Armonia in vista dell’inizio del campionato di Serie A1. Poi è ripartita per l’Ucraina, ma sarebbe dovuta tornare per gli ultimi allenamenti in vista dell’esordio a Bari il 6 marzo. Aveva già preso il biglietto aereo, ma poi è scoppiata la guerra. Per Viktoriia, quinta ai Mondiali e finalista alle ultime Olimpiadi di Tokyo, non sono state settimane facili. Dopo diversi giorni di isolamento in un bunker di Kiev, è riuscita a spostarsi con la sua famiglia a Užhorod, città al confine con la Slovacchia e l’Ungheria. E la fiamma della speranza aveva cominciato a riaccendersi.
La paura e il sollievo
Sabato scorso, però, la situazione era precipitata e Viktoriia era stata ricoverata in ospedale per un virus intestinale. «Abbiamo ricevuto le sue foto con le flebo al braccio e ci siamo preoccupati», ammette l’allenatrice Germani, «ma per fortuna le sue condizioni sono migliorate rapidamente e domenica è riuscita persino ad allenarsi». Gli ultimi tre giorni sono stati vissuti col cuore in gola da tutta l’Armonia, che ha fatto l’impossibile per salvare la sua campionessa. Nella giornata di lunedì, però, sembravano chiusi anche gli ultimi spiragli per un rientro miracoloso in Abruzzo. L’ok dalla Federazione ucraina è arrivato a sorpresa nella serata di martedì. Poco dopo la mezzanotte, poi, Claudia Simeoni e Iryna Dobrovolska hanno cominciato la loro traversata. Sono arrivate in aereo a Budapest, poi hanno raggiunto il confine con l’Ucraina in taxi, dove hanno potuto riabbracciare Viktoriia. Nella notte il rientro in aereo a Bologna, dove il papà di una ginnasta dell’Armonia le ha trasportate in macchina a Pescara. Ora Viktoriia è al sicuro all’hotel Dragonara. Questa mattina è previsto un incontro con la stampa al Pala Giovanni Paolo di Pescara, dove la campionessa sarà ricevuta dal sindaco Carlo Masci e da Enrico Paolini, in rappresentanza del presidente del Comitato Regionale FGI Abruzzo, Mario Centi Puzzutilli. Ci saranno anche le altre piccole ginnaste ucraine, ospiti a Rosciano, per cui l’Armonia è in cerca di un pulmino che possa facilitarne l’arrivo agli allenamenti a Pescara. Sabato, finalmente Viktoriia gareggerà a Napoli con l’Armonia nella 3ª tappa del campionato. È il lieto fine di un incubo. Non è stata altrettanto fortunata la piccola Katya, ginnasta ucraina rimasta uccisa a Mariupol dai bombardamenti degli ultimi giorni.
Le porte girevoli del destino, e il cuore grande dell’Armonia Abruzzo, hanno evitato una tragedia. (d.b.)