Villetta via Adige, scatta il dissequestro Le chiavi al sindaco

Maragno annuncia che in poche settimane l’abitazione confiscata ai rom potrà risorgere come centro sociale
MONTESILVANO. Nell’arco di qualche settimana la casa di via Adige confiscata alla criminalità ospiterà un centro diurno per minori in difficoltà. L’iter per l’assegnazione al Comune della villetta, appartenuta a una famiglia rom accusata di traffico di sostanze stupefacenti, ha compiuto un passo avanti con il dissequestro dell’immobile e la consegna delle chiavi al sindaco, Francesco Maragno, da parte del comandante della compagnia dei carabinieri di Montesilvano, Vincenzo Falce.
il provvedimento di confisca della casa alla famiglia rom era scattato, in realtà, nel giugno 2014 dopo un'ordinanza dell'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. L’appartamento era stato successivamente acquisito nel patrimonio comunale nel novembre scorso. Eppure, i precedenti proprietari avevano occupato nuovamente l’abitazione fino alla scorsa settimana quando, dopo un blitz congiunto delle forze dell’ordine, si è proceduto allo sgombero della villetta e all’apposizione dei sigilli da parte dei carabinieri.
A una settimana dall'operazione, l’autorità giudiziaria ha dissequestrato l’immobile che è stato consegnato ufficialmente al sindaco Maragno nella giornata di giovedì. «Siamo ben contenti di essere finalmente entrati in possesso della casa di via Adige che già nel corso della prossima settimana verrà affidata all’Azienda Speciale», commenta il primo cittadino. «Seguiranno una serie di piccoli interventi edili utili a rendere operativa, entro qualche settimana, la futura casa di accoglienza per minori in difficoltà».
L’abitazione, composta da salone con angolo cottura, 2 bagni, 2 camere da letto e una piccola corte interna, sarà assegnata in comodato d’uso per 9 anni all’Azienda Speciale che avrà il compito di trasformarla in un centro diurno per minori. «L’iniziativa è frutto di un’efficace collaborazione tra istituzioni» prosegue Maragno, «che consentirà alla cittadinanza di poter beneficiare di un servizio sociale all’interno di un immobile provento del malaffare e che, proprio per questa ragione, rappresenterà un inno alla legalità per l’intera città».
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