«Viviamo tra topi e degrado L’Ater ci venda gli alloggi»

12 Marzo 2016

Appello dei residenti delle case Gescal di via Pineta di Roio realizzate 40 anni fa «Curiamo a nostre spese la manutenzione e non ci sono neppure gli ascensori»

PESCARA. Chiedono la possibilità di riscattare gli immobili, oltre alla manutenzione degli stabili, i residenti delle case Gescal (foto), gestite dall'Ater, di via Pineta di Roio e delle vie limitrofe, realizzate a metà degli anni '70. «Abbiamo pagato per tanti anni le mensilità», ha sottolineato ieri in coro una quindicina di residenti, che si sono incontrati all'altezza del numero civico 33 di via Pineta di Roio, «e ora vorremmo acquistare gli appartamenti in cui viviamo pagando il resto che manca, calcolando quello che abbiamo già versato con gli affitti».

Non solo. Durante la riunione di ieri mattina, alla quale ha preso parte il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, i residenti hanno denunciato anche il degrado di alcuni edifici. Tra questi Mario Pace, inquilino nello stabile numero 1 di via Valle di Rose dal 1975. «Nel corso degli anni», racconta, «in alcuni casi abbiamo eseguito noi la manutenzione, a nostre spese, perché non è mai venuto nessuno a sistemare ciò che a mano a mano si è rotto o usurato. E io ora vorrei riscattare l'alloggio», sottolinea Pace. Idem da Luigi Iervese, un vicino di casa di Pace. «Nel 1976», dice, «abbiamo inoltrata la domanda per il riscatto, ma non è stata accettata». La possibilità di riscattare la chiede anche Gabriele Peca, dal 1975 abitante in via Valle San Mauro. «Da noi», riferisce, «non hanno mai fatto la manutenzione. Per esempio, non hanno riparato la grondaia dopo la nevicata del 2012. Per quanto riguarda la possibilità di una vendita dell'alloggio, c'è stata una proposta in cui si scorporava l'alloggio dal garage. Una soluzione per noi inaccettabile». Un altro residente di via Valle San Mauro, Massimo Camplone, fa notare invece che nella zona «ci sono dei ratti, delle vere e proprie pantegane. In più, il mio gabinetto si è ormai tutto annerito e la grondaia che si è rotta l'ho dovuta far riparare a spese mie». Anche Giuseppe Lamonarca si dichiara «disposto al riscatto dell'alloggio», come pure Mario Sebastiano, di via Pineta di Roio, il quale si domanda perché altrove sia stato possibile riscattare, «ma da noi no».

Maria Tamiotti, invece, un'inquilina della stessa via di Sebastiano, segnala «la mancanza di un ascensore, che non consente a una signora che conosco di uscire da circa tre anni». Alle rimostranze dei manifestanti, ha replicato l'amministratore unico dell'Ater Pescara, Virgilio Basile, il quale ha negato la possibilità del cosiddetto riscatto, da parte degli inquilini, degli alloggi. «Per quella zona», ha spiegato Basile, riferendosi alle abitazioni di via Pineta di Roio e delle vie circostanti, «non c'è stato un patto di futura vendita, per via della legislazione vigente all'epoca. Quelle abitazioni, infatti, sono state assegnate con regimi a canoni sociali. Diversamente è accaduto per gli alloggi nei pressi della sede dei vigili del fuoco, in regime di canone concordato, dove però gli inquilini pagano 350 euro al mese»; la media, in queste case Gescal, è invece di 47 euro mensili. Per quanto riguarda le manutenzioni ordinarie, ha fatto sapere Basile, «le stiamo eseguendo, come pure gli interventi urgenti, secondo le nostre possibilità. Fondi nel bilancio regionale, al momento», ha proseguito Basile, il quale ha annunciato la nascita di un "fascicolo del fabbricato", «non ce ne sono. Ci sono soldi, però, per il ripristino di alloggi da assegnare». Pettinari, tuttavia, ha annunciata un'iniziativa di legge regionale che consenta il riscatto degli alloggi popolari.

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