«Vogliono far saltare l’accordo con la Filippi»

21 Maggio 2016

Bussi. Alla vigilia della firma per avviare la reindustrializzazione del sito il sindaco Lagatta denuncia una lettera di Mazzocca inviata al Ministero

BUSSI SUL TIRINO. «Fatti gravissimi», li ha definiti il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta che ieri, per renderli pubblici, ha convocato una conferenza stampa. Circostanze emerse nelle ultime ore, a soli due giorni dalla conferenza dei servizi convocata dalla Regione lunedì mattina a Pescara, per la firma dell’accordo necessario ad avviare la reindustrializzazione del sito di Bussi e a cambiare la storia del paese, a nove anni dalla scoperta della discarica dei veleni di Tremonti e, in seguito, delle aree inquinare del sito di interesse nazionale (quello industriale) dove sono collocati gli opifici di Bussi officine e dei siti esterni 2A e 2B.

Secondo Lagatta sarebbe in atto «un disegno» per far saltare l’accordo e mandare tutto a monte, vanificando il lavoro concretizzato dalla sua amministrazione in questi anni, nella prospettiva di ridare il lavoro alle trecento maestranze che il posto lo hanno perso e ravvivare così l’economia del paese.

Il tutto, secondo quanto spiegato dal sindaco di Bussi, nasce da una lettere scritta dal sottosegretario alla presidenza della Regione con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca «non protocollata», sottolinea Lagatta, «ma che ho avuto per posta elettronica, indirizzata al Ministero, alla Regione e al direttore generale dei servizi regionali». In essa vengono indicate una serie di carenze che la bozza di accordo presenta, ritenute criticità che, se fossero tali, non sarebbero risolvibili in due giorni, e che vengono riportate in una missiva dai due consiglieri comunali di opposizione (Pd) Luca Navarra e Cinzia Trabucco. In questa, si focalizza l’attenzione sulla non accertata e dichiarata capacità del nuovo imprenditore Filippi Farmaceutica di far funzionare gli impianti esistenti, ed oggi operativi, e sulla circostanza della non dichiarata garanzia finanziaria da parte dello stesso rispetto alla bonifica e messa in sicurezza delle aree esterne, «a fronte di una gara d’appalto», dice Lagatta, «già svolta e sostenuta dalle somme detenute dall’ex commissario Goio».

Dubbi anche sulla scelta di questo nuovo soggetto «che invece», continua Lagatta, «è stato individuato con un bando europeo per la ricerca del nuovo imprenditore, argomento passato in consiglio comunale ad aprile e a luglio 2014. Come è possibile che i consiglieri di opposizione non sappiano queste cose?».

Altro interrogativo, è il passaggio, attraverso il Comune, degli impianti Solvay a Filippi Farmaceutica «che come tutti sanno», precisa Lagatta «sarà compiuta con una vendita onerosa». E poi dubbi sulla destinazione del personale (80 lavoratori) Solvay, sul rispetto del contratto di lavoro e sulla messa in mobilità. Ma non è finita. Problemi vengono sollevati anche da Solvay «che non firma l’accordo», riprende Lagatta, «perché vuole scegliere il nuovo imprenditore ponendosi come alternativa alla scelta del Comune. Questa è una ulteriore preoccupazione per l'esito della firma del 23 maggio». Per rinforzare l’idea che ci sia una «trama» contro l’accordo di lunedì, Lagatta cita anche l'iniziativa di giovedì del Forum dell'acqua «che si mette in moto qualche giorno prima della firma, come ha fatto lo scorso ottobre 2015».

E se tutto va a monte? «O rimane Solvay che non è interessata a Bussi e fa un bel taglio di lavoratori, o potrebbe arrivare un altro imprenditore che non ha mai prodotto referenze e piani di investimento», sostiene Lagatta, che conclude: «Ripongo fiducia nel presidente D’Alfonso».

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