Zona rossa, la Asl bacchetta la città: «Ancora pochi test»

11 Febbraio 2021

L’appello del manager Schael al sindaco e alla responsabile: serve il massimo sforzo per reperire sanitari e fare più tamponi 

SAN GIOVANNI TEATINO. «La popolazione di San Giovanni Teatino non ha risposto in maniera adeguata allo screening di massa. Se si vuole uscire dalla zona rossa serve l’impegno di tutti per aumentare il numero dei tamponi. Mi appello al sindaco Luciano Marinucci e alla responsabile sanitaria Rosa Borgia affinché si facciano tutti gli sforzi anche per reperire sanitari, come farmacisti, dentisti e chiunque si renda disponibile, così da poter chiudere la partita con un numero significativo di test». Le parole, che suonano come un avvertimento, sono quelle di Thomas Schael, direttore generale della Asl di Chieti, che nel corso dell'incontro di martedì ha fatto un quadro piuttosto chiaro della situazione. A San Giovanni Teatino l’evoluzione della pandemia si mantiene tutto sommato stabile: sono oltre 190 gli attualmente positivi e altrettante le persone in quarantena. Un numero alto, che ha convinto il governatore Marco Marsilio a inserirla in zona rossa da sabato scorso, e che probabilmente porterà alla proroga della misura, per il momento in scadenza il 13 febbraio. A pesare sull'economia dei contagi è anche e soprattutto la variante inglese, più aggressiva e soprattutto più contagiosa.
Secondo quanto fanno sapere gli esperti, è una variante che riesce a trasmettersi con maggiore facilità e che, a oggi, ha raggiunto un’incidenza sul territorio di oltre il 40 per cento. Questo significa che quasi un ammalato su due è affetto dalla variante inglese. Proprio per cercare di andare incontro alle richieste fatte dalla Asl, e provare a venir fuori quanto prima dalla zona rossa, l’amministrazione non solo ha deciso di andare avanti per tutta questa settimana con lo screening di massa all’interno del centro anziani in via Garibaldi, ma proseguirà almeno fino al giorno di Carnevale, vale a dire martedì 16 febbraio, sfruttando anche tutto il prossimo week-end. Questo, in pratica, mette a disposizione dei residenti un'altra settimana per sottoporsi a tampone antigenico, grazie anche al lavoro dei tanti volontari che hanno già risposto all’appello fatto durante l’ultimo fine settimana di gennaio, quando la campagna dedicata ai tamponi rapidi ha preso il via.
L’amministrazione ha già provveduto a richiedere la disponibilità degli stessi volontari, che non si sono tirati indietro, mettendo a disposizione il loro tempo e il loro lavoro nell'interesse comune. È chiaro che adesso la palla passa ai cittadini: solo se la risposta sarà ampia la città potrà pensare di uscire, tutti insieme, dalla zona rossa.
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