È boom degli abiti usati, in fila per spendere meno

3 Novembre 2021

PESCARA. «Comprano la merce usata al sud e poi la rivendono al mercato del lunedì di via Pepe», un mercato dal passato glorioso, che era conosciuto anche fuori dalla regione sia per l’ampiezza, e...

PESCARA. «Comprano la merce usata al sud e poi la rivendono al mercato del lunedì di via Pepe», un mercato dal passato glorioso, che era conosciuto anche fuori dalla regione sia per l’ampiezza, e quindi per la partecipazione degli ambulanti, sia per la qualità. Sembra cambiato tutto, la qualità ha lasciato il posto all’usato, alla convenienza. I prezzi di vendita sono stracciati, sulle bancarelle dell’usato, si compra abbigliamento - perfino pellicce - a pochi euro e senza spendere neppure dieci euro si portano a casa più capi. C’è la calca, davanti a quei banchi, si fa la fila per scavare nei cesti dove è accumulata la mercanzia e per provare qualcosa. «C’è perfino qualcuno che arriva la mattina presto (verso le 6.30) per fare compere e magari per non farsi vedere. E forse qualcuno rivende quei capi di abbigliamento». Preferisce l’anonimato un ambulante di lungo corso che in via Pepe espone merce di qualità e, pur avendo prezzi accessibili, con ricarichi minimi, subisce a pochi metri la concorrenza di chi vende abbigliamento vintage.
«Un fenomeno che esiste solo a Pescara, nei mercati di provincia non c’è proprio», conclude il commerciante che tocca con mano «la crisi, gli aumenti dei prezzi dei produttori, i ricarichi che dobbiamo ridurre al minimo».
Gli fa eco un altro ambulante. «Le persone sono interessate solo alla merce usata, non c’è più la clientela disposta a spendere di più. Chi ha articoli regolari non lavora e molti rinunciano a venire. Eppure il mercato di via Pepe ha una tradizione, era importante». (f.bu.)