È morto l’ex primario D’Annunzio Fondò la Cardiologia pescarese

21 Dicembre 2023

Aveva 88 anni, guida del reparto fino a quando ricevette da Pace l’incarico di assessore regionale Il figlio Marco: «È stato un grande medico, voleva sempre aiutare tutti». Oggi i funerali a San Cetteo

PESCARA. Il mondo della sanità e della politica dicono addio a Erminio D'Annunzio, morto ieri mattina a 88 anni all'ospedale di Pescara. È stato il fondatore, negli anni Settanta, della Cardiologia pescarese e in seguito è divenuto primario dello stesso reparto alla guida di una équipe composta da Antonio Nobili, Peppe D'Orazio, Peppino Civitarese, Nello Olivieri e suo allievo è stato Leonardo Paloscia, attuale direttore della Cardiologia Utic dell'ospedale pescarese. La sua carriera politica, come assessore regionale alla sanità, si è espressa nella giunta di Giovanni Pace, nei primi anni Duemila. Visionario e innovativo, amava definirsi «l'assessore che non piace ai politici» e lascia in eredità un libro sulla «Sanità malata» e un manoscritto dal titolo «Racconto di quando ho fatto l'assessore alla sanità in Abruzzo come tecnico». Lascia la moglie Sandra Marinetti, i figli Marco, dirigente nel settore della lavorazione dei rifiuti, Paola che gestisce una attività alberghiera di famiglia, i nipoti Bianca, Anna, Filippo ed Elena. I funerali di D'Annunzio, scomparso ieri mattina alle 11 all'hospice Le Bouganville dopo una malattia che si è ripresentata nel tempo, si terranno oggi alle 15.30 nella cattedrale di San Cetteo. La camera ardente è stata allestita nell'abitazione di via Colonna, a Porta Nuova.
Erminio D'Annunzio, figlio di avvocati, era nato a Pescara il 12 dicembre 1935. Dopo la laurea in Medicina a Bologna, si era insediato all'ospedale di Pescara dove aveva mosso i primi passi nel dipartimento di Consoli. Negli anni seguenti fondò il reparto di Cardiologia, il primo in Abruzzo. «Era un padre molto presente e una guida forte», racconta il figlio Marco, «dal punto di vista professionale era molto orgoglioso della Cardiologia, punto di riferimento regionale, che lui ha creato dopo aver visitato e studiato le cardiologie italiane e straniere, Bologna, Milano, Marsiglia. Voleva creare un reparto d'eccellenza e fu il primo a portare a Pescara, 50 anni fa, tecniche innovative come la coronarografia, le prime angioplastiche, i pace maker e i defibrillatori. Il primo a fare interventi non invasivi sul cuore attraverso le registrazioni fonomeccaniche dei ventricoli. In politica è stato più un tecnico. Voleva il bene dei malati, pensava a creare posti letto e per questo più volte si è scontrato con quella politica che non amava», rivela il figlio Marco che ricorda sogni e passioni «di un gentiluomo». «Mio padre si era ritirato in pensione ai primi anni Duemila e amava stare nella casa di campagna a San Silvestro», conclude Marco, «amava scrivere racconti del suo vissuto, ma era anche appassionato di trattori, macchine veloci e amava quel mare che ammirava dalla collina» di San Silvestro dove con ogni probabilità riposerà per sempre.