È polemica sul no al nuovo canile «Subito un consiglio comunale»

4 Giugno 2023

L’associazione Pescara nel cuore chiede al centrodestra di far riunire l’assise per rilanciare l’opera Il presidente Cervoni: «Il permesso di costruire è stato negato per un capriccio. Ora fondi a rischio»

SPOLTORE. L’Associazione Pescara nel cuore, che nei mesi scorsi si è schierata a favore del progetto del parco rifugio per cani da realizzare a Spoltore, respinge la decisione del Comune di negare il permesso di costruire. Il presidente dell’associazione Mattia Cervoni si rivolge ai «gruppi consiliari di opposizione a Spoltore», anche loro favorevoli al progetto, chiedendo di presentare «una richiesta formale per la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio», dopo il no «del sindaco Chiara Trulli e della sua maggioranza» al progetto da portare avanti sul terreno privato di proprietà dell’imprenditore Daniele Kilghren, donato al Comune di Pescara (che ha trovato il finanziamento). «La pervicace contrarietà espressa dalla maggioranza che governa a Spoltore lascia quanto meno sconcertati e francamente increduli» dice Cervoni che vede dietro il diniego non solo «un capriccio amministrativo» ma anche «la sconfitta del senso di responsabilità che dovrebbe caratterizzare ciascun buon amministratore». L’associazione rifiuta di «accettare in silenzio» gli sviluppi dell’iniziativa lanciata dal Comune di Pescara: un progetto che ha creato polemiche sin dal primo momento perché l’amministrazione di Spoltore ha contestato di non essere stata coinvolta per tempo. E poi, dal punto di vista formale, ha negato il permesso di costruire perché il rifugio sanitario (definito dalla legge come una struttura pubblica) non sorgerebbe nel territorio del Comune proponente e avverrebbe in un’area privata senza la previsione di alcuna forma di associazione tra i due Comuni.
«L’amministrazione spoltorese, non potendo contestare un progetto che rispetta le norme, ha accampato il più banale dei pretesti per impedire l’opera, ovvero la presunta assenza di una convenzione tra le due amministrazioni, chiaramente un espediente elementare per prendere tempo, sperando che si perdano i finanziamenti intercettati dal sindaco Carlo Masci, 650mila euro di fondi statali, sperando che magari l’imprenditore benefattore si stanchi delle sterili polemicucce da bar della politica e ritiri la propria disponibilità, e che quindi si perda anche il progetto gratuito», dice Cervoni. «Questo è l’esempio più lampante del fallimento della politica che, al Comune di Spoltore, non riesce a cogliere l’interesse dei cittadini, del territorio, e soprattutto bada al proprio orticello, difendendo quei confini da fortezza inespugnabile destinata a cadere tra appena tre anni con la realizzazione della nuova città di Pescara». Cervoni ritiene che con questa battuta d’arresto «l’amministrazione guidata da Trulli stia facendo una pessima figura nel panorama nazionale, considerando che in favore di quella struttura si era espresso anche il mondo della cultura, facendo registrare gli interventi di personaggi del calibro di Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani, e del maestro Enrico Melozzi», favorevoli al rifugio.
Oltre a chiedere ai consiglieri di centrodestra di riportare la questione il aula, Cervoni si dice «pronto ad organizzare iniziative che diano un nome e un cognome a coloro che stanno bloccando un’opera di civiltà». E pensa a «un calendario» da organizzare affinché «quel parco rifugio sia costruito e quei fondi non siano persi. La battaglia», conclude, «deve ripartire». (f.bu.)
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