È qui la festa, e lo stadio intona la canzone della promozione 2012

PESCARA. I biancazzurri riaccendono entusiasmi da serie A e gli spalti dell'Adriatico-Cornacchia tornano a riempirsi come nelle grandi occasioni. Oltre 16 mila ieri sera (16.335 per la precisione)...
PESCARA. I biancazzurri riaccendono entusiasmi da serie A e gli spalti dell'Adriatico-Cornacchia tornano a riempirsi come nelle grandi occasioni. Oltre 16 mila ieri sera (16.335 per la precisione) per una partita che sul piano del risultato pareva addirittura scontata, non lontanissimo dal record della finale di andata dello scorso anno col Bologna, quando furono in 18.772 a sostenere lo sforzo di Melchiorri e compagni. Non record ma abbastanza, per esempio, per mettere in crisi le società di telefonia, che si ostinano a mantenere il Cornacchia in Lega Pro, facendone lo stadio meno connesso d'Italia appena si superano le 10 mila presenze... In ogni caso di gran lunga record stagionale, considerando che nei gironi regolamentari il massimo di affluenza era stato di 13.790, anche grazie al contributo dei "cugini" frentani, in occasione del match di ritorno tra la banda Oddo e la Virtus.
Anche se appare tutt'altro che facile prevedere di abbattere anche l'ultimo record nella finale di andata di domenica sera col sorprendente ma decisamente poco suggestivo Trapani dell'ex Serse Cosmi, la temperatura del tifo è comunque tornata ai livelli più consoni alla tradizione pescarese. Perfino ingeneroso, anche a detta di alcuni dei pochi piemontesi presenti, ogni ipotesi di paragone con gli spalti del Silvio Piola di soli tre giorni fa.
Già due ore prima del fischio d'inizio, viale Pepe era un brulicare di bandiere e sciarpe, cori e canti si levavano dai tavolini di bar e pizzerie, colmi di ogni tipo di alimentari, dalla classica pizza agli immancabili arrosticini, dai panini con porchetta alla spettacolare tavolata con calderone da mezzo quintale di pasta e fagioli. Poi, il seguito, dentro lo stadio, con la prima grande ovazione all'apparire di Lapadula e soci per il riscaldamento. Bandiere al vento, sciarpata da brividi poco prima del fischio d'inizio, e gradinate letteralmente impazzite al guizzo vincente del superbomber di Oddo dopo pochi minuti che cancella le ultime rade incertezze sull'esito del match. Tribune colme di entusiasmo e tinteggiate qua e là da striscioni e cartelli, con un pensiero a qualche amico che non può più esserci, ma piace pensare che da qualche parte lassù stia lo stesso esultando per la 29ª perla di Lapagol e i deliziosi ricami di Cristian Pasquato o le serpentine di Caprari. Risultato scontato dopo qualche minuto, ma non per questo il clima di festa si affievolisce: sostenuti dall'incessante ritmo dei tamburi della Nord, i fan pescaresi intonano “che bello è quando esco di casa...”, che quasi apre i preliminari del match di domenica sera.
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