A Parigi tennista ucraina rifiuta di dare la mano alla bielorussa

PARIGI. «La gente dovrebbe vergognarsi!». La tennista ucraina Marta Kostyuk non ha preso bene i fischi provenienti dagli spalti, ancora semivuoti, del Roland Garros dove ieri è stata battuta 6-3 6-2...
PARIGI. «La gente dovrebbe vergognarsi!». La tennista ucraina Marta Kostyuk non ha preso bene i fischi provenienti dagli spalti, ancora semivuoti, del Roland Garros dove ieri è stata battuta 6-3 6-2 dalla n.2 del mondo, la bielorussa Aryna Sabalenka, in un incontro del primo turno.
A provocare il dissenso del pubblico non è stata la prestazione della Kostyuk, ma il fatto che, alla fine del match, non abbia voluto stringere la mano alla rivale, come oramai è consuetudine ai tempi della guerra in Ucraina. «Non importa se mi odia, e se non mi stringe la mano alla fine posso capirla», aveva detto prima del match Sabalenka, che nelle settimane scorse aveva denunciato il clima d'odio nei suoi confronti, negli spogliatoi. L'ucraina, invece, non ha compreso l'atteggiamento del pubblico francese e non ha mancato di farlo notare. «Quello che è successo devo ammettere che non me l'aspettavo. Quando sono stata nel Regno Unito l'anno scorso, la gente ha reagito in modo diverso, anche per strada. Mi sono sentita supportata», ha ricordato la ventenne di Kiev, città dove vivono ancora suo padre e suo nonno e dove due persone sono morte in un attacco di un drone russo sabato notte, secondo il rapporto delle autorità ucraine. Kostyuk, non da oggi, accusa Atp e Wta di essere troppo accomodanti con gli atleti russi e bielorussi.

