Alfini, la promessa che ha già assaporato l’amarezza del calcio

6 Marzo 2015

SAN GIOVANNI TEATINO. In casa Folgore è anagraficamente uno dei più giovani, ma in campo sembra tutt'altro. Questo è il profilo di Matteo Alfini (nella foto), classe 1995 cresciuto calcisticamente...

SAN GIOVANNI TEATINO. In casa Folgore è anagraficamente uno dei più giovani, ma in campo sembra tutt'altro. Questo è il profilo di Matteo Alfini (nella foto), classe 1995 cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Renato Curi Angolana e da tre stagioni alle dipendenze del sodalizio viola di San Giovanni Teatino. Nonostante i suoi 19 anni, in campo gioca come un veterano e il suo allenatore Franco Bianchi punta molto sulle sue qualità, nonostante la giovane età. Dopo una breve esperienza nel settore giovanile del Montesilvano, a 6 anni, Matteo Alfini ha iniziato la sua giovane carriera nelle giovanili dell'Angolana con mister Giovanni Mincarini. Dopo gli anni passati tra Giovanissimi e Allievi, durante i quali ha conquistato anche il titolo regionale, l'occasione di cominciare subito con una prima squadra. «Dopo aver fatto tutta la trafila con l'Angolana e il Poggio degli Ulivi, assieme a mio padre, ho deciso di cominciare il mio cammino da fuoriquota in qualche squadra dilettantistica. La Folgore è stata la prima squadra a credere in me e due stagioni fa ho iniziato la mia avventura in maglia viola. Purtroppo, appena arrivato, ebbi un brutto infortunio muscolare e restai fuori per circa due mesi. Al mio rientro con mister Marco Giampietro giocai sempre, tutte le partite».

Lo scorso anno però si è verificato un episodio che poteva cambiare la storia di questo giovane terzino. In estate una chiamata dal Ragusa Calcio in serie D fa partire Alfini per alcuni provini svolti in terra siciliana. Ma sul più bello ecco cosa è accaduto: «Era giunta una telefonata a mio padre, direttamente dal Ragusa Calcio in serie D. Dissero che erano interessati a me e volevano vedermi in un provino. Nel giro di pochi giorni andai a Messina per fare questo provino, dopo un viaggio quasi estenuante. L’esito è stato positivo. Sembrava tutto a posto quando qualche settimana dopo è arrivata una seconda telefonata che mi diceva che non dovevo più firmare con loro e che non servivo più. Nei giorni successivi sono venuto a sapere che questo fantomatico presidente e la sua dirigenza era scomparsa da Ragusa lasciando cosi la squadra al fallimento».

Dopo questa brutta esperienza la riconferma in viola fino ad oggi: «Questo è il mio terzo anno alla Folgore e il secondo con mister Franco Bianchi. Mi trovo benissimo con tutti i miei compagni; sento molto la loro fiducia. Abbiamo un grande gruppo e una società splendida che ci sostiene giorno dopo giorno».

Riccardo Di Persio

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