Allarme Teramo in mediana, ma c’è l’amuleto Spinozzi

12 Aprile 2019

Centrocampo in emergenza, Maurizi conferma il 20enne Diavolo mai ko con lui titolare. Di Matteo, sfuma la trattativa

TERAMO. Il Teramo ha la coperta corta a centrocampo. L'addio di Giorgi, la squalifica di Spighi e gli acciacchi di Persia condizionano le scelte di Agenore Maurizi per la dura trasferta di domenica (ore 16,30) sul campo della capolista Pordenone. Il tecnico biancorosso potrebbe scegliere di lanciare Armeno nel ruolo di mezzala sinistra, dirottando Spinozzi al posto di Spighi come mezzala destra. In caso di 3-5-1-1 il rientrante De Grazia andrebbe quindi a contendere una maglia a Sparacello o Infantino per il posto a ridosso dell'unica punta. La seduta pomeridiana di oggi e la rifinitura di domani serviranno per sciogliere i dubbi di Maurizi.
Il 20enne Emanuele Spinozzi si candida a mantenere una maglia da titolare, anche per motivi scaramantici. Finora, quando Spinozzi è stato impiegato dal primo minuto, il Teramo non ha mai perso. «Non mi sento un titolare inamovibile», sottolinea il centrocampista classe 1998, «il mister ci alterna spesso e ci fa stare tutti sul pezzo ogni settimana. Ovviamente mi fa piacere giocare di più e mi sto allenando per dimostrare di meritare il posto. Peccato per il gol che mi sono mangiato contro il Vicenza, potevo fare sicuramente meglio. Io portafortuna? Speriamo che questa statistica non si interrompa (ride, ndc). Arriviamo alla gara di Pordenone in un momento positivo. Si va sul campo della capolista con la voglia di portare via qualcosa, perché manca ancora qualche punto per tagliare il traguardo della salvezza. Dopo la sconfitta con la Virtus Verona è scattata in noi quel pizzico di determinazione in più e l'unione d'intenti nel gruppo è salita un po'. I risultati delle ultime giornate parlano chiaro, speriamo di continuare così».
Contro la squadra di Tesser, prima con 7 punti di vantaggio su Triestina e Feralpisalò, servirà un Teramo formato-trasferta. Nel girone di ritorno, infatti, il Diavolo ha conquistato 11 punti fuori casa e 10 di essi (tre vittorie e un pareggio) sono maturati nelle ultime quattro partite giocate lontano del Bonolis. Il Pordenone, dal canto suo, ritrova in difesa l'esperto Stefani e il bomber Candellone (11 reti stagionali) ma dovrà fare a meno degli squalificati Bombagi e Berrettoni. Negli ultimi tempi i friulani hanno delle difficoltà tra le mura amiche, dove la vittoria manca dallo scorso 12 febbraio (1-0 alla Vis Pesaro). Il Pordenone, per festeggiare già domenica la promozione in B, deve battere il Teramo e sperare che la Triestina e la Feralpisalò perdano, rispettivamente, contro la Fermana e l'Imolese.
La società. Sfuma definitivamente la pista Di Matteo, resta in piedi l'ipotesi-Quintiliani. A tenere banco, in casa Teramo, sono anche le vicende societarie, dopo le nuove e insistenti voci emerse lo scorso fine settimana.
Ci sono degli aggiornamenti da registrare. Nelle ultime ore si è delineato un quadro più chiaro della situazione, con il no del presidente Luciano Campitelli alla prospettiva di riaprire e portare eventualmente a termine la trattativa con un gruppo vicino all'imprenditore casertano Nicola Di Matteo. Il patron biancorosso, a questo punto, potrebbe virare con decisione verso l'imprenditore romano Francesco Quintiliani, che è attratto dal discorso-stadio e dal settore giovanile e dall'ipotesi di ricoprire un incarico di rilievo nel Teramo. Quintiliani è già stato in città diverse volte per incontrare Campitelli, il sindaco Gianguido D'Alberto e l'imprenditore Sabatino Cantagalli, gestore dello stadio Bonolis.
Gaetano Lombardino
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