Allegri e Inzaghi flop: quando lo spogliatoio sfugge di mano

20 Settembre 2022

Il club bianconero prova a blindare l’allenatore, ma alcune voci lanciano la candidatura di Montero Anche il tecnico nerazzurro sotto accusa dopo il ko con l’Udinese: un mese per riprendersi la squadra

TORINO. La Juve non va, irriconoscibile per come l'avevano immaginata società, tecnico e tifosi, e la patata bollente tocca al consiglio di amministrazione del club bianconero che si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il bilancio 2021/22. Non ci sarà solo da analizzare i conti, con una perdita intorno ai 250 milioni di euro, come ha prospettato nei giorni scorsi il presidente di Exor John Elkann. Sul tavolo si riversa anche la crisi attuale che proietta lunghe ombre. È urgente il cambio di rotta perché l'uscita di scena nel girone di Champions sarebbe un altro gravissimo colpo, anche sul piano finanziario, per non parlare dell'esclusione dalla prossima edizione della coppa europea più prestigiosa, se mai la Juventus dovesse finire dietro le prime quattro in campionato. Questa volta non manca solo il gioco, c'è un problema di identità della squadra. In Champions la posizione è delicatissima, in campionato i bianconeri navigano a metà classifica, con un bilancio di due sole vittorie, a fronte di 4 pareggi e una sconfitta.
L'ipotesi di esonerare Allegri, che ha un contratto fino al 2025, è stata bollata come «una follia» - domenica, prima del disastro di Monza - dall'amministratore delegato Maurizio Arrivabene. Ma non tutti in società sarebbero della stessa idea, anche perché un fallimento sportivo in questa stagione alla lunga potrebbe costare di più di un nuovo allenatore da pagare in aggiunta al contratto - 7 milioni all'anno più 2 di bonus - da corrispondere ad Allegri. Finora il presidente Agnelli ha sempre dato fiducia all'attuale allenatore. Il problema è che la pessima figura di Monza, una sconfitta con poco gioco e nemmeno l'ombra di quel carattere che negli anni buoni aveva fatto riemergere la squadra dalle situazioni più difficili, ha amplificato problemi e dubbi, quando tutti in casa Juventus si attendevano una reazione. Certo, sostenere un allontanamento dell’allenatore significherebbe affrontare un’altra spesa non prevista, in una fase in cui la Juve sta cercando di far quadrare i conti e rendere più sostenibile il proprio progetto. La soluzione interna, che porta dritta al nome di Paolo Montero, tecnico della Primavera, resterebbe insomma la più realistica ma anche credibile. Per il suo senso di appartenenza al club (aspetto che pare stia venendo a mancare un po’ troppo - alla squadra - nelle ultime settimane) e, di conseguenza, per come lo accoglierebbero i tifosi in questo momento di crisi. Oltre ad Allegri, anche alcuni giocatori sono finiti sul banco degli imputati e lo spogliatoio non vive un clima di serenità. Una grossa delusione l'ha data Di Maria, un potenziale leader che si è fatto invece cacciare dal campo per una reazione, all'asfissiante marcatura di Izzo, che lo stesso argentino ha definito «sproporzionata». Un errore che l'ha convinto a chiedere scusa sui social; oggi però potrebbe arrivare la stangata del giudice sportivo.
Anche in casa Inter la situazione non è semplice: tre sconfitte in trasferta tutte con tre gol incassati, la quinta peggior difesa del campionato e una sensazione di difficoltà che dal campo arriva fino alla panchina. L'Inter si presenta alla pausa per le nazionali con più dubbi che certezze, a partire da Simone Inzaghi. Le scelte del tecnico nel ko contro l'Udinese continuano a fare discutere, anche perché mai come al Friuli i nerazzurri sono apparsi fragili e in affanno, affondati dalla maggior freschezza e lucidità degli uomini di Sottil. La posizione di Inzaghi, così, torna ad essere in bilico: contro la Roma dopo la sosta sarà in panchina, ma la società monitorerà da vicino la situazione, nella speranza di vedere una ripresa prima del nuovo stop di novembre per i Mondiali. Ieri, inoltre, la Curva Nord dell'Inter ha preso posizione, dopo la sconfitta contro l'Udinese. «La tolleranza è finita, ognuno deve essere messo di fronte alle sue responsabilità», hanno scritto gli ultrà in una nota.
Angelo Caradonna