Aloi, il tuttofare di Zeman va alla ricerca del rinnovo

Il centrocampista torna titolare e spera nel nuovo contratto fino al 2025
PESCARA. Zeman lo chiama in modo scherzoso “il tappabuchi” per la sua capacità di farsi trovare sempre pronto.
Tra rinnovo e prima da titolare, Salvatore Aloi a Perugia prova a prendersi il Pescara. Il centrocampista calabrese, 27 anni a novembre, sarà il sostituto di Georgi Tunjov al Renato Curi domani sera, nella seconda giornata di campionato. Per lui sarà la gara numero 175 in carriera in Lega Pro.
Jolly esperto e dai piedi buoni, Aloi ha già debuttato in questa stagione entrando al 1’ della ripresa contro la Juventus Next Gen.
L’obiettivo per l’ex capitano dell’Avellino è quello di migliorare i numeri dell’anno scorso: 38 presenze totali, con 2 gol e 3 assist, nonostante lo stop dell’estate (problemi ad un ginocchio) che lo ha tenuto fuori nelle prime sei giornate. Con Zeman, da marzo in poi, sempre in campo, ma solo quattro volte dall’inizio (a segno nella gara play off contro l’Entella).
Pur non essendo il prototipo del centrocampista zemaniano, il duttile mediano di Melito di Porto Salvo è stato confermato dalla società su indicazione del tecnico boemo. La sua esperienza nella categoria, e la capacità di dare un contributo – sia in quantità che in qualità – alla squadra, sono doti che al boemo piacciono. A queste, si aggiunge anche la predisposizione al lavoro e l’approccio sempre giusto con il gruppo: mai un muso lungo, mai una parola fuori posto dopo una panchina. Ora, però, il suo contratto è entrato in una fase delicata: la scadenza è fissata al 30 giugno 2024.
Aloi, e il suo agente Vincenzo Pisacane, hanno resistito anche alle lusinghe del mercato di qualche settimana fa per continuare l’avventura in maglia biancazzurra. È bastata la stretta di mano con il presidente Sebastiani e il ds Daniele Delli Carri per proseguire e dire no alle sirene che lo tentavano. Nei prossimi giorni per lui arriverà la chiamata dalla sede del Pescara per firmare un prolungamento di contratto biennale, con nuova scadenza al 2026.
Il discorso è già intavolato e a breve sfocerà nella fumata bianca: il giocatore ha volontà di restare e la società intende costruire con lui e altri (Brosco, che ha già rinnovato per altri due anni) la spina dorsale della squadra per i prossimi anni. Nell’attesa, il numero 8 di Zeman avrà l’occasione di riscrivere le gerarchie dell’estate. Qualche acciacco durante la preparazione lo ha fatto scivolare indietro rispetto a Tunjov, Squizzato e Manu. E dalla prossima settimana ci sarà anche Franchini a contendere a tutti una maglia da titolare. Ecco perché la chance da titolare di Perugia diventa per lui preziosa: al Curi, giocando da mezzala (anche se lui potrebbe fare all’occorrenza, adattandosi, anche il regista), dovrà essere uno dei giocatori decisivi del match. Per cucirsi addosso un posto da protagonista del Pescara che sta nascendo in queste settimane.
La squadra. Ieri a Silvi partita in famiglia a campo ridotto su 70 metri, Zeman ha mischiato le due formazioni depistando tutti. Sicuramente mancheranno Tunjov e Staver, ma anche Franchini (da lunedì rientra in gruppo) e Tommasini (tornerà a lavorare con la squadra entro la metà della prossima settimana). Crescono le chance di vedere Luca Mora titolare a centrocampo con Aloi e Squizzato regista. A Perugia c’è anche Cangiano, che parte dalla panchina. Prima convocazione per Di Pasquale, anche lui inizialmente in panchina. Difesa e attacco confermate dopo la vittoria sulla Juventus Next Gen: Pierno, Mesik, Brosco, Milani la terza linea, Merola, Cuppone e Accornero nel tridente.
Orlando D'Angelo
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