Altino al settimo ko: Kavalenka non basta nel divario con Olbia
Squadra senza Saveriano e Angelini, contratto sciolto Il coach D’Amico: «Credo ancora nel nostro valore»
OLBIA. La Tenaglia Altino non si muove dal palo. La squadra di D’Amico è uscita sconfitta anche da Olbia per 3-0. Quasi inevitabile la settima sconfitta consecutiva per Mastrilli e compagne, che nell’immediata vigilia del match hanno dovuto salutare Saveriano e Angelini: con entrambe si è optato per la risoluzione del contratto. Due defezioni che si sono aggiunte a quella, pesantissima, di capitan Costantini, fermata da un problema al ginocchio. In attesa dei nuovi innesti, e con un organico rimaneggiato, Altino ha comunque provato a fare del suo meglio per ridurre il gap con la compagine isolana, candidata a un posto nella poule promozione, ma il divario si è rivelato via via sempre più netto.
Quasi in fotocopia lo sviluppo dei primi due parziali: facendo leva sulla potenza dell’opposto Kavalenka, la Tenaglia è partita bene, ma nella fase centrale del set Olbia è emersa a muro e ha preso il largo chiudendo sul 25-18. Nel secondo set le altinesi hanno condotto fino al 17-15, salvo poi bloccarsi e incassare un tremendo parziale di 10 punti che ha portato Olbia sul 2-0 nel conto. La mazzata si è fatta sentire nella terza e ultima frazione: l’unica in cui Altino non è riuscita mai a impensierire le rivali, capaci di archiviare definitivamente la pratica sul 25-16.
Non tutto, però, è stato da buttare: a cominciare dalla prestazione della palleggiatrice Di Arcangelo, alle prese con la pesante eredità di Saveriano. Più altalenante la classe 2003 Ollino, a tratti presa di mira dal servizio avversario: talento e tempo sono comunque dalla sua parte. Per riuscire a conservare la categoria, però, servirà qualcosa in più. Al presidente Aniello Papa il compito di scandagliare un mercato povero e complicato per portare a casa adeguati rinforzi.
«Ancora non abbiamo trovato la quadra per riuscire a venir fuori da questo momento negativo», ha affermato il tecnico D’Amico, «la categoria è difficile, e noi abbiamo tante esordienti che soffrono la pressione nei momenti cruciali. La posizione in classifica non ci lascia tranquilli, ma credo nel valore di questa squadra».
Roberto Rubiu

