Anche il Progetto Noemi nella lista dei creditori della Virtus Lanciano

1 Marzo 2018

Debito non saldato di 1.605 euro per le maglie vendute all’asta nel corso di una serata di beneficenza del dicembre 2013 

LANCIANO. La lista dei creditori della Virtus Lanciano è lunga e variegata. Ma scorrendola ce n’è uno che non può passare inosservato e desta sorpresa, ovvero la Onlus Progetto Noemi. Nel piano per l’ammissione al concordato preventivo, infatti, c’è anche l’associazione - fondata da Andrea Sciarretta, papà di Noemi - che raggruppa circa 130 famiglie alle prese con figli afflitti da malattie rare e gravi. E’ in lista per un credito di 1.605 euro maturato nel dicembre del 2013 quando la Virtus Lanciano viaggiava a gonfie vele, godeva di buona salute (in campo e sul piano economico) e nulla faceva presagire l’abbandono dell’attività agonistica avvenuta nell’estate 2016 e alla successiva messa in liquidazione. Il credito rimasto in sospeso riguarda una delle tante iniziative benefiche portate avanti dalla Virtus Lanciano della famiglia Maio. In particolare, alla serata del "Lingotto d'Oro Puro" in cui sono state battute all’asta anche le maglie dei giocatori rossoneri. Il ricavato della vendita delle maglie, per l’appunto, è stato di 1.605 euro e non è mai stato consegnato alla Onlus Progetto Noemi, tant’è che figura, ancora oggi a distanza di anni, nella lista dei creditori che il 12 aprile, al tribunale di Lanciano, dovranno esprimere un parere riguardo al piano proposto dalla Virtus Lanciano di proprietà della famiglia Maio. C’è bisogno del voto favorevole dei titolari della metà più uno del monte debitorio pari a 11,1 milioni di euro. Altrimenti si spalancheranno le porte del fallimento. Il voto della Onlus Progetto Noemi, quindi, non sarà determinante, troppo esigua la cifra in ballo. Sarà fondamentale, invece, quello dell’Agenzia delle Entrate visto che l’Erario è il creditore principe, dall’alto dei poco più di sei milioni che deve ricevere. Nel caso in cui il piano per il concordato ricevesse il voto favorevole, alla Onlus Progetto Noemi spetterebbe solo il 5% di 1.605 euro, in quanto non è un creditore privilegiato. Se, invece, scatterà la procedura fallimentare resterà a bocca completamente asciutta.
La lista dei creditori è lunga e tra di essi c’è anche la Tua, la società unica abruzzese dei trasporti, alla quale la Virtus si è rivolta negli anni per le trasferte. Il debito ammesso al concordato è di circa 300mila euro. Esattamente 301mila 727 euro: 268 mila euro per i noleggi degli autobus e circa 32 mila per i biglietti aerei. Ovvero la stessa cifra che risulta alla Tua tra i crediti.
Il monte debiti documentato della Virtus Lanciano è di 11,1 milioni di euro. La società ha proposto il pagamento di 3,1 milioni, tra i crediti sparsi e un contributo della famiglia Maio di circa 1,7 milioni. Va sottolineato come Valentina e Guglielmo Maio pur essendo, rispettivamente, presidente e vice presidente della Virtus non hanno la responsabilità legale, appartenente a Claudio Di Menno Di Bucchianico, l’ex segretario promosso da anni al ruolo di amministratore. Di conseguenza, né Valentina né Guglielmo Maio risponderanno nel caso in cui la società dovesse fallire. Dall’estate del 2016, dopo la retrocessione dalla serie B, la Virtus Lanciano non svolge attività di prima squadra. Solo settore giovanile attraverso l’affitto del ramo di azienda che permette di mantenere attiva la matricola in federazione e, quindi, vivi i crediti in bilancio, in primis quelli derivanti dalle cessione di Federico Di Francesco e Deian Boldor al Bologna avvenute alla fine di giugno del 2016, qualche settimana prima che i Maio annunciassero l’abbandono dell’attività agonistica.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA