Andrea Meneghin sa com’è fatto l’oro: l’Italia può provarci
L’ex azzurro commentatore Sky: «Avversari insidiosi agli ottavi ma la squadra che ha battuto Spagna e Germania è superiore»
La Nazionale italiana da adesso si giocherà l’Europeo in Francia. Finalmente. Mica male i precedenti. Nantes 1983. Oro. Parigi 1999. Oro. Belle storie. Belle squadre. Sedici anni fa c’era anche Andrea Meneghin, attuale commentatore Sky.
«Anche noi cominciammo con una sconfitta, subendo un’incredibile rimonta dalla Croazia. Poi finì nel modo migliore».
Possiamo inviduare qualche analogia tra quella Nazionale e l’Italia di Pianigiani? I talenti individuali non mancavano nemmeno allora. Myers, Fucka. E Meneghin, naturalmente.
«Probabilmente noi eravamo una squadra più completa per copertura dei ruoli. Centri veri, play puri. Un bel gruppo, con De Pol, Bonora, Marconato, uno come Mian che usciva dalla panchina e risolveva i problemi. Tanjevic era bravo a gestire il gruppo, dosava la tensione. Se c’erano drammi rimanevano negli spogliatoi, in campo c’era sempre il consiglio giusto. L’Italia attuale ha maggior profondità negli esterni, con tanti elementi intercambiabili. Ci sono fenomeni come Gallinari e Belinelli ma se loro non girano Aradori o Gentile possono comunque segnare la partita».
Lei lavora per la tv a Sky. Il frammento televisivo più noto tra quelli legati a Pianigiani è, neanche a farlo apposta, relativo a un’Italia-Israele. Eurobasket 2011, feroce incazzatura durante un time-out: «Facciamo a cazzotti almeno, ma che c... avete dentro!»
«La bellezza dello sport è che offre le possibilità di rivivere certi confronti, dando la chance di prendersi le rivincite e scrivere nuove pagine. L’Italia-Israele di domani sarà un’altra storia».
Proviamo a immaginarla, allora.
«Nessun confronto è facile ma...»
Ma?
«Ma se l’Italia gioca come contro la Spagna o la Germania è sicuramente superiore. La Nazionale d’Israele non viene mai considerata in sede di pronostico perché qui conosciamo il loro basket soprattutto per l’attività di club, pensiamo al Maccabi. Dobbiamo considerare invece che la pallacanestro è lo sport nazionale e che loro hanno grande entusiasmo. Peraltro hanno disputato una buona prima fase».
Contro la Francia è stato risparmiato Casspi, il giocatore più rappresentativo per i suoi anni nella Nba.
«Con cinque partite in sei giorni ogni squadra tende a preservare le pedine migliori. Israele riteneva evidentemente chiusa la gara con la Francia, scelta condivisibile».
Con quali armi l’Italia può battere Israele?
«Giocando di squadra, mostrando la stessa buona circolazione di palla vista contro la Spagna e attaccando con ordine. Ho visto miglioramenti anche in difesa».
Non possiamo lamentarci del tabellone. Se domani batteremo Israele poi pescheremo la vincente tra Lituania e Georgia. C’è di peggio.
«Sarebbe un quarto di finale accessibile. La Lituania non è più lo squadrone del passato. Sotto canestro Valanciunas è bravissimo ma è una formazione in fase di rinnovamento».
Le sue favorite per l’Europeo?
«Serbia, Francia, Grecia. La Spagna è imprevedibile, l’Italia non la metto per scaramanzia».
Meneghin, si diverte a fare il commentatore?
«Un mondo. Queste giornate lavorative durano dieci, dodici ore ma parlare di basket mi piace da matti».
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